P. MONDRIAN, Broadway Boogie Woogie

Piet Mondrian
Broadway Boogie Woogie, 1942
New York, Museum of Modern Art 

Piet si era trasferito da due anni negli Stati Uniti, per sfuggire alla guerra; quando realizza quest’opera ha lunga carriera alle spalle e si sente libero di coltivare le sue passioni. Ha uno studio a Manhattan, tutto dipinto di bianco, dove ha appeso rettangoli di carta colorata alle pareti; Piet ascolta la sua musica preferita da un vecchio apparecchio, un radio-fonografo, che ha dipinto di un rosso brillante. La sera va a ballare e frequenta un club per jazzisti accaniti, il Minton's Playhouse. Sembra quasi che, da quando è a New York, tutto, per Mondrian, scorra al ritmo della musica. Non solo il jazz, ma anche il boogie-woogie, che, a quel tempo, risuona dappertutto.Con il piacere del gioco costruisce così la città e il suo ritmo; le linee sono le strade rettilinee di New York, dove viaggiano i taxi gialli. Il rosso e il blu sono quelli delle insegne luminose.  Lo spazio è diviso in modo regolare, ma dentro  le forme sembrano libere e prendono il loro ritmo luccicante. tutto qui sembra facile, anche usare i colori elementari: rosso, blu e giallo. Tutto prende il ritmo dell’allegro boogie woogie. Ora è sicuro: «Voglio arrivare il più vicino possibile alla verità e astrarre ogni cosa da essa, fino a raggiungere l'essenza delle cose». In quest’opera non ci sono più le griglie rigorose e nere che l’artista aveva usato finora; gli elementi si disperdono in una miriade di rettangoli rossi, blu e gialli, che spiccano luminosi sul fondo bianco. L’opera rappresenta in realtà tutta l'esuberanza e l'animazione della città. Così, le linee, che si incrociano ad angolo retto, evocano la pianta della metropolitana, eppure si animano di tutte le luci della superficie. Sembra di vedere nel dipinto la città dall'alto e di sentire il ritmo allegro di un boogie.