Un altro mondo

Scrive per noi Vincenzo Calia, direttore di Un pediatra per amico (Uppa), bimestrale per i genitori scritto in collaborazione con l’Associazione Culturale Pediatri.


Mi è capitato di vivere una bella esperienza: una grande famiglia di venticinque persone riunita per un pranzo in una grande casa. Circa metà erano più o meno sessantenni, altrettanti più o meno trentenni; e poi un bambino di quattordici mesi e… due cani. Che strana compagnia! Il bambino non è stato mollato da solo neppure per un istante: chi se lo prendeva in braccio, chi gli mostrava dei video su uno degli innumerevoli iPad in circolazione, chi cantava con lui una canzoncina (e con l’immancabile smartphone), chi lo prendeva per mano e lo portava in giro per casa, chi faceva a gara per dargli da mangiare. Quando è arrivata la torta del nonno che gli hanno messo davanti, si guardava intorno smarrito fra i sorrisi e gli applausi… Chissà cosa avrà pensato!

Quando mai troverà uno spazio libero e un minuto di autonomia per sperimentare la vita? Gli capiterà mai di avere un desiderio non soddisfatto, una meta da raggiungere con le sue forze, un po’ di fame da provare prima di essere precipitosamente nutrito? Ma soprattutto come crescerà, come vivrà e quale incredibile responsabilità lo aspetta quando sarà grande, con tutti questi vecchi che oggi lo asfissiano e domani si troverà sul groppone?

Probabilmente è un’inevitabile tendenza demografica che viene dall’incertezza in cui vivono i giovani (potenzialmente genitori), può darsi che sia anche una necessità biologica (siamo troppi e, come tutti gli animali, cerchiamo di contenere gli effetti della sovrappopolazione), però che tristezza! Meno male che ci sono i cani, che aumentano sempre più e che scorrazzano sui marciapiedi e nei giardini un tempo popolati da bambini. E come i bambini, i cani hanno i loro negozi, le loro pappe, i loro vestitini e perfino i loro pannolini!

Forse i bambini avrebbero bisogno di… un altro mondo.