La bambina e i suoi capricci

Buongiorno, Maria Antonietta
sono mamma di una bambina di due anni che ultimamente sta mostrando in pieno tutti i sintomi dei cosiddetti "Terrible Two". So che è normale, quindi cerco di pazientare affrontando i capricci e le bizze con pazienza, ma c'è una cosa nel suo comportamento che mi colpisce molto.

Lei è sempre la prima ad attaccare gli altri, quasi tutti i bambini sono un nemico da combattere, e spesso attacca anche gli adulti. Cerca di cacciarli via, più lontano possibile da lei. Se ci sono degli oggetti di qualunque tipo nelle vicinanze, comincia a strillare: «È mio…!». È come se considerasse tutti pericolosissimi. Fa così anche con gente incrociata in strada per caso, mentre è sul passeggino. Accompagna questo atteggiamento sempre con frasi tipo: «Vattene via, tu sei cattivooo!» e sottolinea questa parola con una tale enfasi che a me fa molto riflettere. A casa non è nostra abitudine dirle che è cattiva, quindi non mi spiego il suo comportamento. Al nido le educatrici dicono sempre che va tutto bene; non riesco ad avere un riscontro da loro di questi atteggiamenti di mia figlia. Io rimango con i miei dubbi e non so proprio cosa pensare!

Laura (mail)

Cara Laura,
la fase oppositiva è un momento transitorio nello sviluppo del bambino, fondamentale per la costruzione dell’identità; inizia a percepirsi autonomo e diviso dagli altri, anche dalle persone da cui effettivamente dipende. Queste nuove sensazioni inducono stati di onnipotenza, ma anche grandi timori e ansie. I primi conflitti che si creano in seguito alle sue opposizioni possono alimentare la paura di perdere l’amore dei genitori. Eppure lo sviluppo in questa fase dipende in massima parte da come mamma e papà sapranno definire le prime regole di comportamento, con pazienza e sicurezza. È necessario che il bambino sappia con chiarezza ciò che si può fare e ciò che non è possibile, anche per la sua sicurezza. Nel momento della crisi è meglio mantenere la calma, se possibile, tenendo sotto controllo la situazione per parlarne poi al bambino in un momento successivo. Generalmente l’approvazione per i comportamenti positivi è una buona via perché il bambino interiorizzi atteggiamenti corretti. La stanchezza, l’assenza di attività e movimento possono talvolta alimentare le crisi, come la carenza di rapporti sociali; è bene che i bambini abbiano una giornata definita in una serie di routine collaudate. Però, Laura, se tua figlia avesse problemi relazionali il personale del Nido te ne avrebbe parlato. Devi mantenere fermezza costante, ma anche calma davanti alle crisi di tua figlia.
Scrive Paolo Sarti, in Facciamola Finita! (Mandragora, 2011): «Sopraffatti da un quotidiano insormontabile, i genitori hanno abdicato nel piccolo, continuo conflitto giornaliero; un conflitto che, invece, affrontato e superato con decisione, avrebbe portato a una crescita formata. Saper gestire i conflitti autorevolmente e con fermezza di valori; un’educazione vista come arma di gestione del futuro, che sarà migliore proprio grazie ad essa».
 

M. Antonietta Simeoli
Insegnante di scuola materna e consulente familiare

LA LETTERA DEI GENITORI
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