Un bimbo perfezionista: come posso aiutarlo?

«Carlotta ha quasi sei anni (…); è una bambina particolarmente perfezionista. Io cerco di minimizzare (…), ma temo che questo suo atteggiamento esageratamente lagnoso (magari piange se il disegno non è completamente coperto di colore, anche se di pochissimo, oppure se le stringe un po' l'elastico dei pantaloni, ma non è stretto…) nasconda una sofferenza più profonda, che magari non sappiamo capire. È vero anche che quando fa così mio marito la rimprovera facilmente. Come posso aiutarla?»

Francesca Damonte (Arenzano, Ge)

I bambini organizzano le proprie esperienze attraverso l’immagine che gli adulti di riferimento rimandano di loro. Un bambino, quindi, si sente “perfetto” ed accettato se può leggere questa verità negli occhi delle persone che ama. Se ciò non avviene, per una serie di complessi fattori, il suo bisogno di essere “sempre a posto” diventa perfezionismo, per certi versi persino patologico.

Spesso il bambino prova timore nell’esprimere le proprie emozioni, perciò deve  avere intorno a sé adulti che non vivono nell’ansia di non aver fatto tutto bene, che riescono ad esprimere con serenità il proprio mondo interiore. Carlotta corre il rischio di non utilizzare gli errori per correggersi, piuttosto per attivare la sua ansia di prestazione confermando a se stessa che sarà tutto sempre perfetto; innalzando tante difese, non si lascia andare in maniera spontanea. Riuscire a svolgere bene un compito non è certo scorretto… L’errore è quando prevale l’esagerato bisogno di fare sempre tutto meglio di tutti.

Può essere utile un confronto sereno con altri adulti che vedono Carlotta in contesti diversi (le insegnanti, gli zii, gli amici), per comprendere quando e come le sue difficoltà si manifestano. Il perfezionismo di un bambino, soprattutto se collegato a disturbi alimentari, non va mai sottovalutato poiché può rappresentare il segnale di un problema più profondo. Non abbiate timore di farvene carico; non soffermatevi troppo sugli aspetti positivi che porta con sé tanto puntiglio: la precisione, l’attenzione, la capacità di controllo. Vigilate perché Carlotta non si affatichi troppo; come Sisifo rischia di spingere continuamente massi in cima alla montagna, e assistere alla loro caduta precipitosa a valle. Ricordate, l’umorismo spesso è un toccasana!

 Maria Antonietta Simeoli, docente e tutor presso il Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino