Keith Haring, senza titolo, serie Dancing dog

Keith Haring, Senza titolo, serie Dancing Dog, 1982, inchiostro vinilico su tela cerata, 213x213 cm, collezione privata

VEDI?

Su una tela cerata da camion c'è un cane che balla.  Sembra disegnato da un bambino: è un Dancing Dog, creatura umana con testa di cane, senza espressioni del viso. Si può disegnare ovunque e scatenare la gioia: siamo fatti di istinto ed energia!

TI PIACE QUEST'OPERA?

È dell'americano Keith Haring: partito dai sotterranei della metropolitana, ha poi disegnato i muri più famosi del mondo. La città è una pagina bianca, l'arte è libera comunicazione. Colori allegri, figure semplici: «I bambini sanno qualcosa che i grandi hanno dimenticato», diceva.

 

Gioca con l'arte di Keith Haring

PUOI FARLO ANCHE TU

 

Osserva allo specchio il corpo in movimento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ora disegna le azioni su sagome ma senza i particolari: niente espressioni né abiti, solo la forma approssimativa di un corpo mentre compie un'azione forte e semplice: balla, salta, corre, cammina, vola, nuota...

 

 

 

 

 

 

 

Ripassa i corpi con un bel bordo spesso e nero, e colorane l'interno con toni piatti e vivaci.

 

 

 

 

 

Taglia le tue sagome e divertiti a farle interagire tra loro, creando diverse composizioni in movimento.

 

 

 

 

 

 

 

Siamo tutti uguali e tutti collegati dalla stessa forza vitale: divertiamoci!

Vita dell'artista Keith Haring

"L'arte deve essere a disposizione di ognuno che possa amare ed essere amato da tutto ciò che lo circonda" Keith Haring

Keith Haring nacque in una famiglia che lo incoraggiò nei suoi studi di grafica e comunicazione pubblicitaria, poiché anche suo padre lavorava nel mondo dei fumetti e dei cartoni animati.

Egli uscì subito fuori dagli studi delle grandi aziende, per scatenarsi tra le strade delle grandi città americane prima e del mondo poi. "La matita o ogni altro strumento per disegnare era un tutt'uno col mio braccio: io disegnavo senza fare sforzi. Linee, curve... era come danzare o fluttuare piacevolmente nel mondo della mia fantasia".

Anche se ha lavorato su qualsiasi superficie, le sue preferite rimasero il muro e i cartelloni pubblicitari inutilizzati. Gli piaceva molto stare in mezzo alla gente, ascoltare i loro commenti mentre lavorava, rispondere alle curiosità dei passanti. L'arte doveva essere disponibile a tutti, e fu lui stesso ad aprire il primo Pop-Shop a Soho, N.Y., in cui si vendevano a poco prezzo magliette, spille, cappellini, felpe con i suoi disegni serigrafati.

Nel 1986 venne invitato a Berlino a dipingere una lunghissima parte del famigerato muro: lì celebrò l'importanza di tenersi per mano, di stare uniti, gioire insieme.

Costruì con i suoi disegni coloratissimi un mondo allegro e festoso, fatto di mostri e strani personaggi che danzano, corrono, saltano amano con tutta la loro energia. Purtroppo molto presto, come tanti altri giovani negli anni Ottanta, morì di AIDS, una malattia che raramente lasciò scampo e che cambiò molto le abitudini dei ragazzi negli anni a seguire.

"Lavoravo incessantemente senza sentire la fatica semplicemente perchè mi divertivo! (...) La mia estasi era un muro, un vecchio manifesto, nei sotterranei della metropolitana... L'arte doveva essere per tutti".

ALTRE OPERE

 

Harlem, New York, pittura murale

 

 

 

Heart, serigrafia su carta

 

 

 

 

Pisa, pittura murale