Che desiderio, il cane...

Cara Maria Antonietta,
sono la mamma di Guido, che ha sette anni ed è figlio unico.Sono mesi che chiede di avere un cane. Mi stressa tantissimo e tutte le occasioni sono buone per ripetere la sua richiesta. Sinceramente sono molto contraria alla cosa.

La vita di tutti i giorni mi pare già così complicata e difficile che il pensiero di un animale in casa, da curare e pulire, è impossibile! Un cane va portato fuori negli orari giusti, e poi chissà quanto sporcherebbe, nel nostro piccolo appartamento! Sono una madre egoista? È proprio necessario avere un animale? Datemi un consiglio, nel profondo del cuore mi sento in colpa, ma non vorrei aggravare un’organizzazione familiare già pesante.

Un caro saluto a tutti gli amici de La Giostra.

Marianna, mail da Milano

 

Cara Marianna,
il rapporto con gli animali è sempre molto speciale, creando un particolare legame affettivo che permette al bambino di avere accanto, quotidianamente, un vero amico con cui crescere. Per tutti i bambini è positivo vivere vicino ad un animale perché fanno esperienza di empatia. Gli studi ci dicono che i piccoli imparano molto dai loro amici animali: apprendono la diversità come ricchezza, l’attenzione per gli altri esseri viventi, il rispetto delle regole e degli altri. Ci sono però delle condizioni che non facilitano questo legame e fai bene a preoccuparti. Un appartamento in città non è certo il posto più adatto per un cane. I nostri tempi non sempre sono adeguati alle sue esigenze e la cura che richiede spesso diventa appannaggio della mamma. Accogliere un cane è un impegno che richiede attenzione, cura ed affetto. Non si può improvvisare, è una scelta da affrontare seriamente.
I cani sono, fra gli animali domestici, quelli che richiedono più cure, soprattutto se si prendono da piccoli, poiché vanno educati con i loro tempi di crescita. È necessario che il bimbo comprenda che un cane, anche piccolo, ha bisogno di spazio.  Inoltre lasciarlo per molte ore da solo è negativo. Ovviamente animali come tartarughe, uccellini, pesci e criceti sono più semplici da gestire.
Qualunque sia la scelta dell’animale è importante che il bambino abbia chiaro che non si tratta di un giocattolo; quell’essere vivente va curato e accudito tutti i giorni, richiede impegno e sacrificio, non è un essere umano come noi, ma come noi deve rispettare regole precise. Solo se ritieni che il bambino possa prendersi piccole responsabilità , ed abbia chiaro le conseguenze della scelta, allora puoi cercare una mediazione. Ad esempio, accogliete un piccolo animale che può stare in acquario o gabbietta, poi successivamente valuterete altre possibilità. È possibile anche vivere un’esperienza di volontariato per qualche associazione a difesa degli animali, in cui coinvolgere il bambino.

Sul sito www.uppa.it puoi trovare un interessante articolo di approfondimento su questo tema (numero 5.2010).
Un abbraccio

M. Antonietta Simeoli
Insegnante di scuola materna e consulente familiare

LA LETTERA DEI GENITORI
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