Di chi è il profumo del grano?

Era un uomo grosso e forte, che aveva sempre lavorato la terra. Tutta la sua vita era passata nel campo, stagione dopo stagione. Aveva ereditato dalla sua famiglia un pezzo di terra molto grande, ai piedi della valle. Il fiume scorreva lontano, così come la strada. Aveva un nome importante e lungo: Giovanni Sebastiano Siro, ma tutti, per comodità, lo chiamavano Siro. Era Siro e basta. Aveva sempre lavorato, tanto che non aveva avuto tempo per sposarsi. Chi voleva trovarlo andava a cercarlo nel campo; era sempre là, con la schiena china sulla terra.
Un giorno, mentre Siro era lì nel campo che stava solcando la terra con l’aratro, arrivò un bue.
− Posso aiutarti, contadino?
− Tu non sei capace a solcare la terra… Va’ via…
− È vero, non so arare, ma posso tirare il tuo aratro.
E va bene − disse Siro. E così il bue aiutò il contadino.
Il giorno dopo, di pomeriggio, mentre Siro era nel campo, un uccellino si posò sulla sua spalla:
− Posso aiutarti a seminare?
− Ma tu non sei capace a seminare, sei troppo piccolo…
− È vero, ma posso prendere i semi e tenerli nel becco, poi volare e spargere i semi a terra.
E va bene − disse Siro. E così l’uccellino aiutò il contadino.
Passati alcuni giorni di gran caldo, Siro si gettò a terra tutto sudato, stanco di bagnare il suo campo; che afa faceva!
Allora una nuvola lo chiamò: − Siro, Siro.
E lui alzò gli occhi al cielo.
− Posso aiutarti ad innaffiare la terra? − gli domandò la nuvola.
− Sarebbe bello, ma tu non hai le mani: stai lassù in cielo… e io qui.
− Ma posso mandarti un po’ di pioggia!
E va bene − disse Siro. E così la nuvola aiutò il contadino.
Passò una settimana e tra le zolle cominciarono a uscire i primi germogli. Siro passava le giornate a guardare le piante crescere, pieno di meraviglia.
Allora arrivarono il bue, l’uccellino e la nuvola: − Possiamo aiutarti ad ammirare le piante crescere?
− E va bene − sussurrò Siro .
E così il bue, l’uccellino e la nuvola aiutarono il contadino a guardare l’incredibile meraviglia delle piante che crescono.
Quando poi venne il giorno del raccolto, Siro scese di buon mattino nel campo. Era prestissimo.
Il bue lo aspettava: − Posso aiutarti a raccogliere le spighe?
Arrivò l’uccellino: − Posso aiutarti a raccogliere le spighe?
E la nuvola intervenne dal cielo: − Posso aiutarti a raccogliere le spighe?    
− Oh, no, grazie, faccio da solo − rispose Siro.
− Possiamo aiutarti, davvero…
− No, no… − Siro non riusciva a scacciar via il pensiero che quelli gli avrebbero chiesto una parte del raccolto, e lui mai avrebbe ceduto una sola spiga a nessuno!
− Alla fine diranno che in cambio di tanto aiuto meritano un premio, una parte del raccolto… Eh no, eh… − bisbigliando tra sé e sé a labbra strette.
L’uccellino allora si posò accanto all’orecchio del contadino: − Sciocco! Chi ha guardato con te il grano crescere, credi che sia qui a pretendere parte dei frutti?
− Vogliamo goderci la vista di un abbondante raccolto, sentire il profumo del grano, immaginare la fragranza del pane appena sfornato − disse la nuvola. 
Siro sorrise e capì: − Insieme, al lavoro!
Per la prima volta sentì che il suo campo non era solo suo, ma era del bue, dell’uccellino e della nuvola.    
 

Disegni da colorare: 
Di chi è il profumo del grano?
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