Il dono di Pepito

di Bruno Ferrero

La storia affronta il tema dell’identità individuale; ogni essere nelle sua piccolezza è in grado di offrire il suo piccolo dono all’umanità.

I colibrì sono i più piccoli uccelli del mondo e Pepito era un colibrì minuscolo. Velocissimo, saettava davanti a tutti conquistando sempre i bocconi migliori. Riusciva sempre a nascondersi, perciò non aveva paura dei nemici.
Un giorno Pepito fu svegliato da un grande agitazione. Tutti gli animali si stavano preparando ad un viaggio e impacchettavano regali.
− Noi portiamo miele ultra squisito − si vantavano le api.
− Noi favolose noci di cocco − ribattevano le scimmie.
− Regalerò la mia corona regale − tuonava il leone.
− Noi, i frutti che crescono sugli alberi più alti − sostenevano le giraffe.
− Noi portiamo il canto della buonanotte − trillavano i grilli.
Pepito era strabiliato: − Che succede? Dove andate?
− Come fai a non saperlo? − squittirono gli scoiattoli, incartando profumate noci di macadamia − È nato il Re del mondo e noi andiamo a rendergli omaggio. Il viaggio è lungo e dobbiamo seguire la stella!
Una lunga fila di animali si era già messa in movimento e una stella luminosa li guidava dal cielo.
− Vengo anch’io! − si disse Pepito e in un attimo arrivò in testa alla colonna. Qui però si ricordò del regalo: − Che cosa può regalare al Re del mondo un uccellino quasi invisibile come me?
Ai margini di un campo vide un grosso cocomero e gli chiese: − Che cosa posso portare al Re del mondo?
− Portagli il rosso del mio cuore − disse il cocomero, che si aprì un poco e diede a Pepito il rosso del suo cuore dolce e fresco.
Poco più avanti, il corteo degli animali sfiorò un aranceto e le arance chiesero al colibrì: − Dove vai?
− A onorare il Re del mondo.
− Noi non possiamo muoverci. Puoi portare a lui il nostro bell’arancione?
Pepito prese il gioioso arancione e ripartì.
Le spighe di un campo di grano frusciarono al vento: − Dove andate tutti, piccolo colibrì?
− Ad onorare il Re del mondo.
− Portagli, per favore, il nostro caldo giallo.
Pepito si caricò anche il giallo caldo del grano.
Le foglie della foresta che avevano sentito tutto nel vento: − Colibrì, per piacere, porta al Re del mondo il nostro verde che sussurra e tiene compagnia.
Pepito prese anche il verde delle foglie che sussurra e tiene compagnia e ripartì.
Il cielo domandò: − Piccolo colibrì, potresti portare in dono al Re del mondo il mio azzurro che rasserena?
− Certo, grande cielo − rispose Pepito, afferrando tutto l’azzurro che potè.
Era un po’ appesantito e volava più lentamente, si fermò a riposare sulla riva di un lago profondo, scuro, dai riflessi blu-viola. Quando seppe la meta del viaggio di Pepito, il lago gli propose: − Molti mi evitano per il colore della mia acqua. Potresti portare al Re del mondo il mio indaco che fa pensare?
Pepito prese anche l’indaco che fa pensare e ripartì.
Si fermò sentendo una vocina: − Puoi portare a quel re un po’ del mio violetto profumato?
Era un fiorellino minuscolo, che si nascondeva in mezzo all’erba. Così Pepito prese anche il suo violetto profumato.
Arrivò stremato nella stalla dove stava il Re del mondo, s’infilò tra le gambe di uomini e animali che attorniavano la mangiatoia dove dormiva il bambino e atterrò sulle mani della mamma.
− Benvenuto, piccolo colibrì, quanti regali hai portato! − esclamò la mamma del Re Bambino.
Pepito posò nelle sue mani il rosso dolce e fresco, l’arancione gioioso, il giallo caldo, il verde che sussurra e tiene compagnia, l’azzurro che rasserena, l’indaco che fa pensare e il violetto profumato.
La mamma li prese e lesta lesta li cucì facendo una magnifica copertina per il Bambino. Tutti fecero − Oooh!
Gli angeli dissero subito: − Ne vogliamo un pezzo da portare in cielo!
«Va bene» sussurrò la mamma del Bambino. «Ve ne darò una striscia da mettere in cielo e il colibrì porterà per sempre sulle piume il ricordo del suo dono».
Da quel giorno, tutti i colibrì hanno le piume colorate con i sette colori che Pepito portò in dono al Re Bambino.
 

Disegni da colorare: 
Il dono di Pepito
Il dono di Pepito
Il dono di Pepito
Il dono di Pepito