È il caso di comprare tutto quel che chiedono i bambini?

Cara Maria Antonietta,
mi affido a lei per un parere su una mia convinzione che mi tira molte critiche, crea discussioni e mi fa sentire a disagio. Mi capita spesso di discutere con mio marito, nonni e zii sui regali da fare ai bambini. Abbiamo la casa piena di giocattoli, capi di abbigliamento, giochi elettronici. I bambini appena vedono qualcosa di nuovo in pubblicità lo vogliono subito.

Passa poco tempo e queste cose restano abbandonate dentro gli armadi. Se lo zaino non è più alla moda, anche se ancora in buono stato, non si usa più! Teoricamente i miei familiari sono in accordo con me, ma nella pratica non resistono alle richieste dei bambini e comprano senza vere necessità. Non si tratta solo di un fatto economico, che pure non è irrilevante, ma credo che sia un discorso educativo. Ha senso che a sei e nove anni ci sia questa corsa ad  avere tutto ciò che è nuovissimo, appena uscito, alla moda? Sono io ad essere fuori dal tempo? A me la risposta sembra ovvia, eppure ho timore di sbagliare e di far sentire i miei figli diversi dagli altri bambini.
                                                    

Marianna Grassi, Milano

Cara Marianna,
darti ragione non ti aiuterà a superare questo problema che agita moltissimi genitori, sicuri di sbagliare ad assecondare l’atteggiamento dei bambini, ma di fatto incapaci di dire basta alle loro richieste continue. Hai colto il punto del problema: la pubblicità opera sul bisogno di identificarsi nel gruppo di appartenenza, sulla paura dell’esclusione dei nostri bambini. Eppure dobbiamo dire basta a questo tipo di dinamiche perché sono pericolose per la serenità dei figli. Fra adulti, ma anche con i bambini, dobbiamo seriamente discutere su ciò che serve veramente per crescere, sui diritti dei piccoli, sui bisogni di tempo, attenzione, amore, gioco, fantasia, creatività e… anche di spazi per annoiarsi. È la via più difficile, ma è la sola che mantiene vivi il desiderio, la comunicazione, le relazioni vere.  Moltissimi bambini non devono neanche chiedere per ottenere; tutto viene loro offerto senza neanche averlo desiderato, o senza chiedere impegno per averlo. Siamo noi adulti, spesso, a favorire questo comportamento, accontentando le loro richieste non motivate. La vita di tutta la famiglia ruota attorno ai desideri dei bambini e noi stessi compriamo oggetti inutili e inutilizzati.
Che cosa possiamo fare? Il buon esempio prima di ogni cosa, esplicitando a loro le motivazioni delle scelte fatte, con le parole adeguate. Diamo di meno in quantità di oggetti, ma dedichiamo tempo a piccoli rituali che rispondano alle vere necessità dei bambini. Ad esempio, dieci minuti di coccole e una chiacchierata mentre si ritorna a casa, senza affrontare problemi di scuola o altri impegni. La favola della buona notte resta un dono prezioso, sempre. Sostituiamo i doni materiali con occasioni ed esperienza da svolgere assieme: una gita, una ricetta, la visita ad un museo o al planetario, semplicemente un picnic. Lasciamo passare sempre un po’ di tempo per un acquisto, anche valutando con i bambini la qualità, la possibilità di durata e di utilizzo del gioco. La televisione dovrebbe avere un tempo ben definito durante la giornata. Giochiamo e leggiamo insieme ai nostri bambini, diamo a loro piccoli impegni per la cura di se stessi, della propria stanza e della casa rendendoli autonomi e responsabili. Cerchiamo di non risolvere i problemi al posto dei bambini, dando loro la possibilità di sperimentarsi con le difficoltà in base all’età e alla situazione. Le feste devono restare frugali; una semplice merenda e un gruppo di bambini che giocano insieme daranno gioia. Non scimmiottiamo le feste degli adulti! Insegniamo a condividere i giochi e a porsi minuscoli obiettivi da raggiungere. È questa la strada, secondo me, per stare con i piedi per terra…

M. Antonietta Simeoli
Insegnante di scuola materna e consulente familiare

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