Francesco dorme ancora nel lettone!

Cara Maria Antonietta,
ho un grosso problema che credo di non avere solo io. Francesco adesso ha quasi cinque anni, ma si rifiuta ancora di dormire nel suo lettino. Le abbiamo provate tutte, ma senza risultati.

C’è anche chi mi dice che in questa abitudine non c’è niente di male. Io so solo che vorrei che Francesco riuscisse a dormire fuori dal lettone. Mi dia un consiglio!
 
Mamma 1976 (mail)

Cara Mamma,
come sai questa è una questione molto controversa. Ci sono sostanzialmente due linee di pensiero. Da una parte c’è chi crede che non sia bene far dormire i figli nel lettone dei genitori, perché è nocivo all’autonomia affettiva del bambino; dall’altra chi crede che sia una cosa del tutto naturale e che gli permetta di crescere più sicuro di sé e più sereno. Le opinioni e i metodi sono molti e non sempre corrispondono ai bisogni del singolo bambino e dei suoi genitori. È vero che dormire vicino al corpo dei genitori rassicura e crea una base per una maggiore futura autostima. Non esiste una sola possibile verità su un argomento così delicato; molto dipende dal singolo bambino e da come vivono i genitori la costante presenza del piccolo nel lettone. I bambini hanno bisogno, in particolare all’età di Francesco, di sentirsi al sicuro nel delicato momento dell’abbandonarsi al sonno. È proprio a quest’età che i piccoli presentano incubi ed hanno timori che prima non avevano. Il desiderio di essere parte di quell’unico momento personale dei genitori, di non perdere il contatto con loro è un bisogno naturale di tutti i bambini. Qualcuno si adatta meglio alla separazione di ogni sera, altri soffrono nel momento in cui devono distaccarsi dalla realtà e addormentarsi. Non esiste, quindi, una ricetta o un consiglio per tutti. È chiaro che se la presenza del bambino disturba il sonno dei genitori. Va sempre tenuto di vista l’obiettivo: il bambino dorme nel suo letto, è autonomo e sereno. Perciò potete pensare ad una serie di ritualità: gesti, coccole e canzoncine per tranquillizzare Francesco con la vostra presenza. Una storia raccontata o letta ad alta voce è sempre molto efficace. Si può anche tentare con un oggetto transazionale che riconduca alla mamma, come una maglia o una camicetta che permetta al bambino di sentire il profumo materno. Durante il giorno la vita attiva, movimento e gioco, possono facilitare un buon ritmo veglia/sonno. Una bella storia da leggere insieme sull’argomento è Lilì nel lettone (Poillevè-Gastaut, Gallucci, 2011).
 

M. Antonietta Simeoli
Insegnante di scuola materna e consulente familiare

LA LETTERA DEI GENITORI
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