Fratello sole...

«Il mio bambino è nato a luglio (…); ci concediamo ora una breve vacanza al mare. Ho sentito che sarebbe meglio proteggerlo dal sole, lei che cosa ne pensa dott. Calia?»

mail di Isabella da Milano

Appena primavera e già mi vengono fatte domande del tipo: «Quale filtro solare devo usare, se esco a passeggio con il mio bambino?». Vedo i neonati in giro rigorosamente incapsulati in carrozzine dotate di capote e tende oscuranti, per evitare che prendano il sole.

Le vacanze al mare si stanno trasformando in arresti domiciliari: due ore in spiaggia, più o meno all’alba, e poi tutti chiusi in casa fino al tardo pomeriggio, per proteggersi dal sole.

Una delle, non poche, cattiverie che ci siamo inventati a danno dei nostri figli è proprio questa: “proteggerli dal sole”.

Un malinteso, alimentato dalla pubblicità dei produttori di cosmetici e da una certa medicina catastrofista, si è diffuso in maniera incontrollabile: la luce del sole è dannosa alla salute e i suoi raggi sono cancerogeni. Mettiamolo subito in chiaro: la luce del sole fa bene. Fa bene al corpo e fa bene all’anima. Stimola la sintesi di vitamina D, indispensabile per la crescita delle ossa e per lo sviluppo delle difese immunitarie, e migliora l’umore, come sa bene chi vive nei bui paesi del Nord.

Un tempo era in voga un proverbio: “Dove entra il sole non entra il dottore”. Descriveva quello che tutti sapevano: chi viveva al buio si ammalava più spesso di chi aveva il privilegio di godere della luce del sole.

Quello che fa male, come al solito, è l’eccesso: la tintarella esasperata e, soprattutto, le ustioni dovute all’esposizione precoce e prolungata ai raggi solari. Fino a qualche anno fa si evitavano con una camicetta e un cappellino; stando attenti ad esporsi nei primi giorni sulla spiaggia, fino a quando la pelle non prendeva un bel colore ambrato e si poteva stare al mare finché si desiderava.

Oggi invece è tutto un “incremare”, con esiti spesso buffi di abbronzature a macchia di leopardo: più scuri dove la crema è stata scarsa, pallidi dove lo strato era abbondante. Salvo poi assumere ogni giorno un integratore a base di vitamina D.

“Cerco l’estate tutto l’anno” diceva una canzone famosa: è proprio così, aspettiamo tutti sempre la “bella stagione”. Fino a quando non arriva davvero e allora… tutti al buio. Intanto questa estate è finita e l’appuntamento con il sole è per l’anno prossimo.

Vincenzo Calìa, pediatra, già Direttore del trimestrale Un pediatra per amico UPPA