La Gigantesca Ruspa in cerca di amici

La ruspa più gigantesca che sia mai stata costruita... Una storia di Luigi Dal Cin. 

Molto tempo fa, un piccolo gruppetto di meccanici costruì la più gigantesca ruspa che l’uomo avesse mai costruito. Aveva enormi cingolati che sprofondavano nella terra, un collo lungo che toccava le nuvole e una grande pala che scintillava al sole.

Appena la ruspa si accese, da subito si sentì molto forte, e per farsi notare da tutti fece rombare il suo potente motore. Tutte le altre ruspe scapparono per la paura, e alla fine rimase solo lei, insieme al piccolo gruppetto di meccanici che le metteva l’olio nei cingolati.
Questi meccanici non vedevano granché oltre il proprio naso – infatti portavano degli occhiali spessi spessi – e amavano tutti l’asfalto.
Amavano così tanto l’asfalto che, se fosse stato per loro, avrebbero asfaltato anche i boschi.

La Gigantesca Ruspa avrebbe voluto avere delle amiche ruspe come lei, ma ormai erano tutte scappate per la paura.
Così pensò di farsi amico il gruppetto di meccanici che l’avevano costruita e disse con voce di tuono:
− Ecco la Gigantesca Ruspa dal collo alto, che scava, che spiana e che copre d’asfalto!
Tutto il piccolo gruppetto di meccanici applaudì.
Allora la Gigantesca Ruspa si diresse veloce verso il bosco e lì disse di nuovo: − Ecco la Gigantesca Ruspa dal collo alto, che scava, che spiana e che copre d’asfalto! − e cominciò a sradicare gli alberi.
Tutti gli animali scapparono cercando rifugio verso l’interno del bosco.

Solo la talpa, che non ci vedeva granché oltre il proprio naso, non scappò, ma quando avvertì sottoterra una grande vibrazione si affacciò dal terreno. Guardò fissa davanti al proprio naso: vedeva tutto annebbiato, e non distinse la ruspa. Udì solo: − Ecco la Gigantesca Ruspa dal collo alto, che scava...
La talpa non attese nemmeno la fine del discorso che subito lanciò in direzione della voce tuonante la sua piccola pala, pensando in quel modo di essere gentile: − Se devi scavare, questa ti aiuterà! − gridò con la sua vocina. Poi ritornò sottoterra e riprese a scavare una galleria con la sua pala di riserva.

La piccola pala che aveva lanciato andò invece ad incastrarsi proprio nei cingolati della Gigantesca Ruspa, che non riuscì più ad andare né avanti né indietro.
− Liberatemi! – gridò – O sarà peggio per voi!
Passarono i minuti, ma non accadde nulla.
Passarono le ore ma, sebbene minacciasse di distruggere tutto, la Gigantesca Ruspa non si muoveva.
Passarono i giorni, le settimane, i mesi, e così passò l’inverno e arrivò primavera, e la Gigantesca Ruspa era ancora lì ferma.
Ma non minacciava più nessuno.
Le piante rampicanti l’avevano ormai avvolta di verde, tra i cingolati ora crescevano i fiori, nella cabina di guida giocavano gli scoiattoli, e dentro la grande pala ci avevano fatto il nido le cicogne.

Fu così che la Gigantesca Ruspa trovò dei veri amici.
In fondo, pensò sorridendo, era quello che aveva desiderato da sempre.

       

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