I bambini che giocano con le armi giocattolo…

Cara Maria Antonietta,
leggo sempre la tua rubrica con interesse e mi sento aiutata nel difficile mestiere di mamma. Ti chiedo una cosa, che ogni tanto mi fa discutere con mio marito e con i nonni. Non sono sicura di essere sulla strada giusta.

Il mio piccolo Francesco, che ha 5 anni, ama giocare con le armi; ha pistole, archi e spade. A Natale io gli ho regalato una pistola da sceriffo con il cinturone, ma contro il parere di mio marito. Sarebbe più giusto che non gli comprassi queste armi giocattolo, che negassi a Francesco questi giochi? Cari saluti.

Mamma Irene 1974 (mail dalla provincia di Roma)

Cara Irene, il bisogno di giocare con le armi, di ogni tipo, compare intorno ai tre anni, prevalentemente nei maschietti. Questo interesse emerge in una fase di sviluppo del bambino, che comincia a desiderare di imitare altri bambini, sentirsi grande e forte,  esprimere l’aggressività in qualche modo quindi rielaborarla attraverso il gioco di finzione. I bambini non vogliono far male a nessuno, ma solo assumere un ruolo diverso, più rassicurante. Lo stimolo fornito dalle scelte dei giocattoli, fatte dagli adulti, e dalle immagini televisive possono rafforzare i desiderio di imitazione di personaggi fantastici e di eroi. I bambini di tutte le epoche hanno giocato con le armi e con i soldatini; quando non li posseggono li costruiscono con materiali di diverso genere (bastoni, costruzioni, oggetti di cucina…). Il gioco assume una funzione liberatoria delle emozioni di tutti i tipi; attraverso la finzione il bambino è protagonista in prima persona di ruoli e situazioni che provocano curiosità. Si tratta sempre di contesti protetti, in cui il bambino è consapevole.

Le armi giocattolo non creano aggressività, ma sono un mezzo per esprimerla. È come se fossero strumenti, estranei alla realtà tangibile, con cui rielaborare ciò che si vive. Dovremmo essere più preoccupati di quanta violenza e aggressività i bambini vivono e vedono attorno a loro, perché questo sì può realmente incidere nel loro comportamento futuro. I piccoli modellano il loro comportamento sulla base delle esperienze osservate e vissute.

Ti consiglio di stimolare il bambino a costruire con fantasia i suoi giocattoli. Manipolare i materiali, trasformarli e farli diventare altro, recuperare prodotti di scarso valore è importante per ampliare fantasia e creatività, stimolando il pensiero divergente. Nel momento in cui dovessi accorgerti che il gioco delle armi diventa la sola modalità ludica  di Francesco e per un lungo lasso di tempo, allora considera la questione con un atteggiamento diverso. Quando il bambino è stereotipato nei giochi per un lungo tempo è sempre sintomo di un disagio che desidera comunicarci. Si tratta di casi meno frequenti di quanto si possa credere perché il gioco è per il bambino prima di ogni cosa sperimentazione, conoscenza di sé e del mondo.

Il gioco è quasi autoterapia…

M. Antonietta Simeoli
Insegnante di scuola materna e consulente familiare

LA LETTERA DEI GENITORI
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