I bambini-racconto

Topolina tesse storie e subito queste prendono vita. Una delicata storia di Luigi Dal Cin da leggere ad alta voce. SCARICA I DISEGNI DA COLORARE!

Topolina era così piccola e agile che riusciva ad infilarsi dappertutto, senza che nessuno se ne accorgesse.
Le bastava una finestra aperta, una porta socchiusa, un buchino nel muro, una piccola fessura, ed eccola entrare in ogni casa.
Topolina allora osservava le persone, ascoltava le voci, annusava gli odori, toccava gli oggetti, assaggiava i resti dei pasti.
Nelle tristi catapecchie o nel maestosi palazzi, in ogni casa Topolina sapeva raccogliere ogni frutto: dalle lacrime amare del povero, ai diamanti sfavillanti dello sceicco.
Con i suoi piccoli occhi lucidi, poteva spiare i segreti più nascosti delle stanze più lontane.
Con le sue piccole orecchie pelose, riusciva ad ascoltare i sussurri della notte.
Topolina poteva veder nascere, di nascosto, le cose più straordinarie e più misteriose. E non c’era una Stanza del Tesoro così sicura che lei non sapesse raggiungere, scavandosi una via con le sue zampette veloci.
Quando poi Topolina tornava a casa, aveva molte storie impresse negli occhi e nella mente: storie di piccole e grandi bellezze, di piccole e grandi gioie, di piccole e grandi avventure, di piccoli e grandi sogni, di piccoli e grandi dolori.
E così piano piano inventava i suoi piccoli grandi racconti: li costruiva come si tesse un tappeto.
Li tesseva con affetto, li intrecciava con attenzione, li creava con fantasia.
Ed era talmente tanto l’amore con cui tesseva le sue storie, che quei racconti subito prendevano vita: diventavano bambini che cominciavano a correre di qua e di là per la sua casa. E la sua casa si riempiva di risate.
Ma, appena intessuti, i bambini-racconto avevano freddo, e così Topolina decise di vestire ciascuno di loro con un vestito.
Iniziò così a intrecciare vestiti per i suoi bambini-racconto, ciascuno di un colore diverso.
Giallo per il racconto luminoso di bellezza.
Bianco per il racconto più felice.
Rosso per il racconto più avventuroso.
Azzurro per il racconto più sognante.
Verde per il racconto più coraggioso.
E così i bambini-racconto, dopo essere stati vestiti, cominciavano a giocare tra di loro, contenti di esistere. E la casa di Topolina si riempiva di colori.
Topolina poi costruì dei lettini, in cui i bambini-racconto potevano accoccolarsi per chiudere gli occhi quando arrivava il buio della notte, e riaprirli quando l’alba fiammeggiante si allargava dall’orizzonte ed entrava dalle finestre.
E ogni volta che Topolina tornava a casa con un po’ di cibo o con qualche piccolo oggetto con cui giocare, ecco che portava con sé anche una nuova storia da tessere, un nuovo bambino-racconto da far vivere.
Tutti i bambini-racconto diventarono così suoi figli, e vissero nella sua casa per sempre.
Da allora le fanno compagnia, e la aiutano, e Topolina finalmente è davvero felice.
Topolina infatti non aveva figli suoi.
Ora invece ha dei figli colorati che le sono nati per magia.

 

Disegni da colorare: 
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