I regali di Tito

Beatrice Masini ha scritto per noi una storia preziosa che ci aiuterà a scoprire il senso vero del dono, a Natale. Il piccolo Tito desidera proprio fare dei regali, ma come e dove li troverà?

 

Tito non sapeva mai che regali fare a Natale.

Denaro non ne aveva, e non si è mai visto uno piccolo come lui andare in giro da solo per negozi.

Quindi aveva due possibilità: o li riciclava (che vuol dire regalare qualcosa che ti è stato regalato e magari non ti piace proprio tanto o non ti serve) o li trovava.

Sul riciclare c’era qualche problema. Le palle, per esempio. Tito aveva moltissime palle. Piccole, medie, grandi, nuove e vecchie, molli e molto dure. Però avevano la tendenza a nascondersi, come fanno le palle, visto che rotolano. E quando le trovava scopriva che certe non si potevano proprio regalare: erano strappate, stracciate, bucate. Senza contare che avrebbe avuto qualche difficoltà a impacchettarle. Le palle non si fanno impacchettare facilmente.

Oppure gli ossi. Tito aveva ossi grandi, medi, piccoli, rosicchiati e intatti. Ossi alla menta e ossi al bue. Ma non a tutti piacciono gli ossi, anche se sono regalati.

Aveva anche una serie di cose trovate che secondo lui erano molto interessanti:

  • una bambolina senza un braccio (ma non gliel’aveva staccato lui, no no);
  • un orsetto di pelo che prima rosa, adesso non si sa;
  • una papera di gomma senza fischio;

una bellissima copertina masticata che sapeva di mamma (infatti era della sua, di mamma, solo che lui se l’era dimenticata perché intanto ne aveva un’altra).

Come si fa a regalare questo genere di cose? Tito aveva paura di non essere capito.

Ma quel Natale ebbe una bella idea.

Prima si occupò del cesto in cui la Mamma teneva i gomitoli. Non faceva la maglia, era troppo indaffarata, ma le piaceva l’idea di avere tempo, prima o poi, di farsi dei golfini, o delle presine, cose così. Quando Tito tolse i gomitoli uno a uno e li mandò a rotolare sotto la credenza grande, proprio in fondo, la Mamma non se ne accorse nemmeno. E comunque un cesto è un bel posto per un regalo.

Poi si occupò del nastro. Un regalo, lo sapeva perché era molto attento, va sempre legato con un nastro. Scelse il fiocco rosso annodato a una bella pianta verde in vaso che stava in un angolo del salotto e lo rosicchiò fino a staccarlo. Poi lo nascose dentro il cesto.

Alla fine, la mattina di Natale, spinse il cesto sotto l’albero, facendo cadere qualche catasta di pacchetti più piccoli che dovevano essere regali meno belli del suo.

Poi ci si ficcò dentro, col fiocco rosso in equilibrio sulla testa.

–  Che cos’è questo cesto? – disse la Mamma quando arrivò in salotto.

– Io non lo so – disse il Papà, e sembrava sincero.

– Io guardo! – disse Bambina, e aprì il coperchio.

Tito scelse quel momento per saltare fuori e leccarla tutta. Mamma, Papà e Bambina risero.

– Sono io il regalo – si disse Tito tutto contento. –  Non possono fare a meno di me, e io lo so.

 

Disegni da colorare: 
I regali di Tito
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