Leggere e rileggere

A volte non solo i genitori, ma anche gli educatori degli asili nido, si stupiscono
di quante volte un bambino chieda gli venga riletto uno stesso libro.
In realtà l’evento in sé non dovrebbe stupire molto, ed anzi, fatte le debite
riflessioni, ci può apparire come un fatto naturale. I libri illustrati per bambini
oggi offrono una grandissima quantità di tematiche diversificate: il bambino
nei libri ritrova emozioni e stati d’animo che vive in prima persona, momenti
del quotidiano legati ai suoi bisogni, relazioni con adulti a volte distratti,
litigi tra fratelli, ricerca d’amicizia, difficoltà a confrontarsi con chi è diverso
magari nel fisico o nelle idee... Il bambino, nelle pagine di un libro, ritrova non
solo se stesso, ma anche ciò che a volte va oltre a lui, ciò che non ha ancora
vissuto o scoperto e che lo incuriosisce. Ecco dunque che nel chiedere una rilettura
possiamo scorgere da un lato il desiderio di ricercare sicurezze (ciò che vivo e che conosco mi appartiene, ha un nome ed una collocazione) e dall’altro la volontà di appropriarsi e conoscere quel mondo ancora sconosciuto proposto
al bambino attraverso una prospettiva a sua misura, del suo modo di pensare ed esprimersi. Inoltre, ma non di secondaria importanza. “La ripetizione rassicura, consente di vivere intensi momenti di intimità, di amore condiviso e
rassicurante. Il bambino farà le stesse domande, negli stessi punti, per la gioia di sentire le stesse risposte che vengono dalla persona amata” (Pennac, Come un romanzo, 1993).

Annamaria Facchinetti, educatrice del Centro per la Salute del Bambino