Leggere prima di "saper leggere"

Scrive per noi Vincenzo Calia, direttore di Un pediatra per amico (Uppa), bimestrale per i genitori scritto in collaborazione con l’Associazione Culturale Pediatri.

Il confine sono i 5 anni: è questa l’età in cui, più o meno, si comincia a imparare a leggere nei paesi sviluppati. Eppure ormai sappiamo che sarebbe meglio cominciare prima, molto prima: già a pochi mesi. E sappiamo anche che così facendo possiamo ottenere un miglioramento concreto, molto concreto, della salute di quel bambino che si proietterà su tutto il resto della sua vita.

Ma come, si può leggere senza… “saper leggere”?

Ebbene sì: stiamo parlando della lettura ad alta voce di libri per bambini molto piccoli e della lettura condivisa con i bambini più grandicelli. Lo dimostra l’esperienza di Italia del progetto Nati per Leggere a cui anche La Giostra aderisce.

Ma questo i nostri lettori lo sanno già. Quello che invece molti di loro forse non sanno è che questo è un vero e proprio intervento di “medicina preventiva”, quasi una prescrizione: non a caso infatti la lettura ad alta voce fin dai primi mesi e la lettura condivisa sono promossi anche e soprattutto dai pediatri.

Sappiamo per certo (lo dimostrano molte ricerche, una delle quali condotta in Europa nel 2011) che le condizioni di salute e l’incidenza di malattie croniche invalidanti (il diabete, l’obesità, le broncopneumopatie ostruttive, per esempio) sono strettamente collegate al grado di istruzione: in poche parole chi più sa (è più istruito) si ammala meno e campa di più e meglio.

E sappiamo anche che la lettura ad alta voce fin dalla primissima infanzia migliora notevolmente la “literacy”, cioè la capacità di ricercare, valutare e utilizzare le informazioni scritte. La “literacy” è strettamente correlata alla capacità di apprendimento e quindi al successo scolastico, da cui deriverà il grado finale di istruzione di un individuo, la sua collocazione sociale e professionale e anche il suo stato di salute.

Ecco qui che il collegamento è fatto: libri e lettura sulla ricetta del pediatra, perché leggere ancora prima di saper leggere fa bene.