Meno, ma meglio

Scrive per noi Vincenzo Calia, direttore di Un pediatra per amico (Uppa), bimestrale per i genitori scritto in collaborazione con l’Associazione Culturale Pediatri.

Dall'Istituto Mario Negri di Milano viene una segnalazione: c'ê un grande differenza nel consumo di farmaci fra l'Italia e altri paesi europei. Si calcola per esempio che un bambino italiano riceve una prescrizione di antibiotici tre volte e mezzo più frequentemente di un bambino olandese. La salute dei bambini in Olanda ė trascurata? Oppure i bambini italiani sono tre volte e mezzo più "cagionevoli" di quelli olandesi?
Né l'uno né l'altro: il fatto è che in Italia si prescrivono troppi antibiotici, più di quanti non sarebbe necessario;  lo stesso discorso vale per altri farmaci, come, per esempio, i cortisonici per aerosol.
Un farmaco è prezioso quando serve, lo stesso farmaco è dannoso se prescritto quando non serve. La prescrizione esagerata di antibiotici, nello specifico, causa lo sviluppo di batteri esistenti e rende più difficile curare le infezioni gravi, soprattutto in ospedale. Senza contare che i farmaci costano e hanno a volte effetti collaterali spiacevoli.
Sono i medici, è vero, che prescrivono, ma sono le famiglie che spesso premono sul medico per avere una "cura" anche quando la malattia una cura non ce l'ha, come l'influenza. Si crea così un'alleanza anomala del genitore che chiede e del medico che prescrive, tutta a favore di chi produce e vende farmaci, ma contro l'interesse del bambino a cui vengono somministrati.
Sembra incredibile, ma è così.
I bambini hanno bisogno di meno medicine, ma usate meglio.