Vita dell'artista: Michelangelo BUONARROTI

Michelangelo Buonarroti
(1475-1564)

Michelangelo Buonarroti nacque a Caprese, nella Val Tiberina, il 6 marzo del 1475. Appartenente ad una famiglia di piccola nobiltà, Michelangelo ebbe la possibilità di frequentare la scuola di Domenico Ghirlandaio col quale però non andò mai d’accordo. L’attività della bottega non corrispondeva al carattere di Michelangelo, che lavorava sempre in solitudine, è in questo periodo in cui egli studiò la cultura quattrocentesca fiorentina e in particolare pittori come Filippo Lippi, Gentile da Fabriano… e soprattutto Masaccio.

Dopo un solo anno nella bottega del Ghirlandaio, Michelangelo si allontanò per vivere a casa di Lorenzo il Magnifico e accedere al giardino di casa Medici, dove era conservata una collezione di oggetti d’arte, numerose medaglie e camei antichi e dove si riunivano uomini illustri del panorama italiano della fine del Quattrocento, tra i quali Angelo Poliziano, Pico della Mirandola e Marsilio Ficino.
È proprio in questo ambiente che Michelangelo dà forma alla sua idea della bellezza dell’arte: anche per lui, come per gli altri artisti rinascimentali, l’arte è imitazione della natura e attraverso lo studio di essa si arriva alla bellezza. A differenza degli altri, però, lui pensa che non bisogna imitare fedelmente la natura, ma trarre da questa le cose migliori, in modo da arrivare ad una bellezza superiore a quella esistente in natura.

Nel 1496 lasciò la città di Firenze e si trasferì a Roma dove su commissione di un cardinale realizzò la Pietà, il gruppo scultoreo che rappresenta la Madonna con in grembo Cristo senza vita.
Per Michelangelo la scultura era una pratica particolare secondo la quale l’artista aveva il compito di liberare dalla pietra le figure che vi sono già imprigionate, per questo egli considerava la vera scultura quella “per via di togliere”, cioè di togliere dal blocco di pietra le schegge di marmo.

Nel 1501, tornato a Firenze, gli viene commissionata una scultura rappresentante il David, che doveva essere collocata presso il Duomo.
L’opera rappresenta David nell’attimo precedente lo scaglio della pietra; sono evidenti, in maniera precisa, le membra, le vene a fior di pelle la tensione e la concentrazione che precedono l’azione. Il David fu collocato davanti il Palazzo Vecchio, oggi il suo posto è occupato da una copia, mentre l’originale si trova all’Accademia di Belle Arti.

Sempre a Firenze, per il matrimonio di Agnolo Doni, eseguì una tavola rappresentante la Sacra Famiglia. Le figure, eseguite con un colore cangiante, sono rappresentate come sculture.
Nel 1503 Michelangelo si recò nuovamente a Roma dove il Papa Giulio II della Rovere gli commissionò la sua Tomba, alla quale l’artista lavorò dal 1503 al 1545.
Nel 1508 inoltre gli furono commissionati gli affreschi per la cappella Sistina ai quali lavorò fino al 1512. Prima di dipingere, egli mandava via tutti: quando lavorava voleva stare solo.

L’architetto Antonio da Sangallo propose al papa, per la costruzione della basilica di San Pietro, di abbattere una parte della Cappella Sistina, in modo da rovinare il lavoro del suo nemico, Michelangelo, ma quest’ultimo, infuriato, riuscì a bloccare il suo piano.
Poco dopo la morte di Giulio II Michelangelo concluse le sculture dello Schiavo ribelle, dello Schiavo Morente e del Mosè di San Pietro in Vincoli.

Il nuovo Papa, Leone X, inviò Michelangelo a Firenze per completare la facciata di San Lorenzo e per la costruzione della Sagrestia Nuova, della Biblioteca e delle Tombe dei Medici, per le quali eseguì le sculture del Giorno e della Notte. Qui Michelangelo dovette realizzare le statue quasi di nascosto, perché in quel periodo Firenze era in lotta con il papa. La cappella era della famiglia dei Medici, cioè la famiglia del papa. Allo stesso tempo, Michelangelo aiutava la sua città nella difesa contro Leone X, rafforzando i muri e i bastioni. Faceva una doppia vita.
Nel 1534 si stabilì definitivamente a Roma accettando l'incarico di dipingere il Giudizio Universale nella parete di fondo della cappella Sistina.
Dopo la morte di Bramante vari architetti si susseguirono per portare a termine i progetto per la fabbrica di San Pietro e nel 1547 Paolo III affidò i lavori a Michelangelo, che intervenne nella zona absidale, ma i lavori vennero conclusi solo dopo la sua morte con la costruzione della cupola che lui aveva progettato, ma che probabilmente fu modificata. L'ultima delle sue opere è la Pietà Rondanini che non riuscì a completare, oggi si trova al Castello Sforzesco di Milano. Michelangelo Buonarroti morì il18 febbraio del 1564 a Roma nella sua casa presso il Foro di Traiano.
 

Alcune opere significative dell'artista:
 Pietà, 1498-99
 Tondo Pitti, 1501-05
 Volta della Cappella Sistina, 1508-12
 Tomba di Giuliano de’ Medici, 1521-24
 Giudizio Universale, 1534-
 Pietà Rondanini, 1552-1564