Vuoi saperne di piu' sul mobile portapane?

Che cos'è?
Un mobile portapane, metà XVIII sec., Francia

Dove è?
Al Museo di Arti Decorative della Fondazione Accorsi di Torino.

Chi l’avrebbe detto che il pane potesse essere considerato un tesoro da tenere sotto chiave? Non certo nelle nostre case moderne, ma nel secolo del Settecento sì.
Il pane era un bene prezioso che, soprattutto nelle case dei ricchi, andava difeso dalla fame dei servi. Avrebbero potuto prenderne un boccone per sfamarsi, allora i padroni chiudevano il pane in un armadio speciale, come questo che vedi, e davano qualche giro di chiave. Una specie di cassaforte, pensa!

Questo mobile portapane è custodito nel Museo della Fondazione Accorsi di Torino. Un museo lasciato alla città da un vivace e abile antiquario che raccolse migliaia di oggetti del passato e decise, alla sua morte, di lasciarli in eredità alla città.

Si gira tra le stanze del Museo con la sensazione di entrare in una casa del passato, intrufolati attraverso la porta...

Sito della Fondazione Accorsi, Torino
Il Museo offre una vasta gamma di opportunità didattiche.
Scoprilo in:
http://www.fondazioneaccorsi.it/ita/index.php

EHI, INCREDIBILE!
UN MUSEO PER CINQUE SENSI!

Fin dalla sua apertura, nel dicembre 1999, il Museo Accorsi si presenta come una collezione da vedere, ascoltare, sentire, toccare: non presenta barriere architettoniche, ha ideato il progetto Apriti Museo!, per favorire l’accessibilità sensoriale delle collezioni museali, allestendo un percorso tattile permanente per non vedenti in collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi (da aprile 2000), realizzando visite guidate per non udenti in collaborazione con l’Ente Nazionale Sordomuti di Torino (da maggio 2000), e trasformando il sito internet in un nuovo strumento museale in grado di supportare anche le esigenze di queste categorie di disabili (da ottobre 2003), che nel 2005 si è classificato quarto all’eContent Award, il premio per il migliore contenuto in formato digitale, nella categoria eInclusion dedicata alla disabilità e nel mese di giugno 2006 ha ottenuto la certificazione della Commissione dell’Osservatorio ABCO (Associazione Beni Culturali Online) dei Beni Culturali quale ottimo strumento di produzione e diffusione di cultura di alto livello.

Grazie a Barbara Cantoia per la fotografia.