Vuoi saperne di più degli antichi sci?

Ma  quanti di voi conoscono la storia dello sci e le sue lontane origini?
Di certo sappiamo che gli sci fanno parte della storia dei popoli nordici e l’origine si perde nella notte dei tempi.
Erodoto  nel IV secolo a.C. parlava di  “scarpe di legno” che i popoli dell’Asia minore utilizzavano per spostarsi sulla neve.
Più tardi nel 1565 il Papa Paolo III che ne aveva sentito parlare da Olaus Magnus, arcivescovo di Uppsala e plenipotenziario del re di Svezia presso la Santa Sede,  li definiva   “ strumenti del demonio “ , mentre  il pittore e decoratore Cesare Vecellio (Venezia 1590) li definiva  “zoccoli di legno”.
Quindi,  gli sci con i quali oggi possiamo scivolate  lungo piste innevate, non sono altro che l’evoluzione dei primitivi sci rudimentali in legno di cui , quelli che state vedendo sono un esempio dei primi anni  del ‘900.
Sono sci in legno di frassino, senza lamine sotto, con attacchi estremamente rudimentali  ed anche le racchette sono in legno di frassino. 
Non conosciamo esattamente la provenienza, perchè ci sono stati gentilmente regalati,
tuttavia, siccome anche nel nostro paese, a Stia  in provincia di Arezzo, alcuni ingegnosi personaggi si costruivano gli sci in casa, possiamo datarli  intorno al 1910/1920.
Anche il tipo di attacco denominato “Thorleiff” conferma la datazione degli sci intorno agli anni 1910/20.
Questi ed altri sci, alcuni addirittura provenienti dalla Finlandia, sono tra i più vecchi che abbiamo esposti nel nostro Museo. Un elemento  curioso  che potete vedere nella foto che raffigura la parte anteriore degli sci , sono i così detti “naselli” che servivano a mantenere in “ forma” lo sci  nel momento in cui non veniva utilizzato.
Dalle nostre parti, naturalmente in tempi passati,  lo sci veniva utilizzato dal dottore, dal fornaio, dal postino per gli spostamenti quando la neve era abbondante e non c’erano i mezzi di oggi per poterla spalare  in breve tempo.