Analisi dell'opera: Ninfee

Claude Monet

Ninfee, 1906

Art Institute, Chicago

 

In questo quadro il pittore rappresenta lo stagno del suo giardino di Ginevry, dove i fiori delle ninfee fluttuano nell'acqua illuminati dalla luce del sole.
Monet rappresenta le ninfee del suo giardino in moltissimi quadri: a volte è interessato al paesaggio (le sponde del fiume, il ponte, gli alberi); altre, invece, è incuriosito (e tenta di riportarli nella tela) dai giochi di luce riflessa sulla superficie dell'acqua.
Nei dipinti come questo, sembra che i colori si trasformino continuamente proprio grazie all'acqua. L'artista osserva stupito la realtà, cercando di disegnare sulla tela il più velocemente possibile, ciò che cambia con le diverse angolazioni della luce. I fiori non hanno contorni netti, ma sono sfumati e danno l'impressione di essere delle macchie di colore, date da lievi pennellate, che si mescolano all'acqua. Da lontano, invece, chi guarda riconosce le macchie come fiori: è la magia delle pennellate di Monet!