Perchè tanta paura che il bambino si faccia male?

Carissima Maria Antonietta,
sono una mamma un po’ ansiosa e ho sempre paura per la salute del mio bambino; è minuto di costituzione, magrolino. Ha sei anni (…); in questi giorni sta imparando ad andare in bicicletta. Io sinceramente sono un po’ preoccupata perché vuole andare in bici in paese e comincia anche a dire che vuole giocare a calcio nella squadra.

Tutte attività che fanno bene, ma m’immagino troppi traumi fisici. Il calcio mi sembra uno sport troppo duro. Non vorrei sembrare una madre eccessiva, ma vorrei proteggere mio figlio. È il caso che mi preoccupi?  Grazie della vostra bellissima rivista.
                                        Lorena (mail da Udine)

Cara Lorena,
per crescere è necessario sperimentare, provare, cadere e rialzarsi, allontanarsi un pochino da casa sapendo che i genitori sono pronti ad aiutarti, ma ti lasciano libero di misurare la tua autonomia. Insegnare ad individuare i pericoli è compito degli adulti, ma trasmettere un costante timore, per tutto ciò che potenzialmente potrebbe essere pericoloso, blocca la crescita dei bambini. I bambini imparano ad affrontare piccole novità ogni giorno, scoprendo il mondo e allargando progressivamente il raggio  di autonomia personale. Eccessive cure, attenzioni e protezioni possono spaventarli. I nostri continui richiami e interventi li fanno sentire soffocati. Voler andare in bicicletta senza rotelle è una richiesta naturale intorno a quest’età. Tutti i bambini cadono qualche volta, mentre apprendono ad andare sulle due ruote, è normale. Tieni presente che i genitori sono un modello di comportamento per i figli, l’apprensione e l’ansia diventano una modalità di reazione dei bambini davanti ad ogni situazione nuova o non conosciuta. In futuro ciò potrebbe anche diventare un problema più grande.
L’amore può avere i suoi eccessi e può essere controproducente se spegne ogni iniziativa del bambino, oppure se costantemente la mamma si sostituisce a loro. I piccoli devono sentire la sicurezza della nostra presenza, ma anche l’autonomia per piccole scelte ed errori. Tuo figlio deve sapere di poter raccontare le “marachelle”, senza essere castigato in modo eccessivo o umiliato, e di poter chiedere consiglio se vessato da qualche compagno.
Lorena, fatti coraggio, cerca di contenere la tua ansia di mamma iperprotettiva. I figli sono un bene immenso ma hanno il diritto di crescere secondo i loro naturali tempi di sviluppo malgrado le nostre paure.
 

M. Antonietta Simeoli
Insegnante di scuola materna e consulente familiare

LA LETTERA DEI GENITORI
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