Rosa e la neve

In una giornata fredda e in un mondo tutto bianco può farsi spazio l’incontro con un nuovo amico, il pupazzo di neve. 

Nevicava da più di un giorno e Rosa era proprio arrabbiata. Non poteva andare a scuola sulla sua biciclettina.   

         “La neve è bruttissima!”, sbuffò.

         “Lo sai che ogni fiocco di neve è diverso dall’altro?”  disse mamma Elena.

         Prese tre quadretti di carta bianca.  Li piegò e li ripiegò e con le forbici fece dei piccoli tagli, diversi per ogni foglietto.

         Rosa guardava diffidente, ma quando mamma Elena li aprì  apparvero tre meravigliosi “fiocchi di neve di carta”, ognuno diverso dall’altro!

         “Si, però non posso andare all’asilo in bicicletta! La neve è bruttissima.” continuò a lamentarsi Rosa.

         “Lo sai che con la neve si può fare la granita?”, la consolò la mamma.

         Prese un bicchiere e uscì sul terrazzo, dove continuava a nevicare. Riempì il bicchiere con qualche cucchiaiata di neve appena caduta e rientrò in fretta.

         “Ora spremiamo un’arancia e mettiamo lo zucchero”.

Un secondo dopo, Rosa aveva fra le mani una granita di neve profumata e dolce.

        

Papà Eduardo tornò a casa proprio in quel momento.

         “Sapete che non nevica più? Il mondo è tutto bianco. Andiamo a fare un pupazzo di neve.”

         Rosa non aveva mai fatto un pupazzo di neve.

         Vide la mamma prendere una carota dal frigo e si incuriosì. Forse che i pupazzi di neve mangiavano le carote come i conigli?

         Papà Eduardo, mise nello zaino una grossa paletta per sé e diede a Rosa la paletta del mare. Forse che i pupazzi di neve avevano un mare speciale tutto per loro?

         La mamma si mise i calzettoni e gli stivali di gomma gialla, Rosa si mise quelli rossi e il papà quelli neri e tutti e tre uscirono di casa.

         Il mondo era davvero tutto bianco.  Sembrava di camminare su una tovaglia pulita.

         Rosa si voltò per guardare le impronte. Le sue erano piccole e vicine, come quelle dei passerotti. Quelle del papà erano grandi e distanti. E quelle della mamma, così così.

         Arrivati al parco, papà Eduardo cominciò a fare una montagnola con la paletta.

         “Aiutami, Rosa. Di neve ne serve tanta!”.

         Mamma Elena, nel frattempo, faceva rotolare sul sentiero una palla di neve che diventava via via sempre più grossa. Era la testa del pupazzo che ora era alto come Rosa.

         Papà Eduardo raccolse due sassi rotondi che servirono per fare gli occhi. E mamma Elena trovò dei sassolini più piccoli per fare il sorriso.

         Manca il naso, pensò Rosa. Forse che i pupazzi di neve non avevano il naso?

Ma la mamma le porse la carota arancione.

         “Ecco. Mettiglielo tu.”

La bambina piantò il naso del pupazzo e lo guardò soddisfatta.

         “Io mi chiamo Rosa”, gli disse.

         Sì, la neve era proprio bella. 

 

Disegni da colorare: 
Rosa e la neve
Rosa e la neve
Rosa e la neve
Rosa e la neve