La seconda lingua

Un gran numero di studi ha inequivocabilmente dimostrato che non solo l'esposizione precoce a due lingue non compromette l'apprendimento linguistico, ma che in realtà costituisce “cibo per la mente” e produce un ampliamento più generale delle competenze cognitive e delle abilità sociali, prima fra tutte quella di sintonizzarsi più facilmente con idee e concetti diversi, in altre parole, di essere più aperti ed elastici.

L'ascolto precoce di una seconda (o terza) lingua, alla luce di quanto si sa, già all'interno della famiglia, costituisce un investimento sullo sviluppo complessivo del bambino, ed un arricchimento del suo bagaglio intellettivo e culturale di cui certo avrà modo di avvalersi, e in molti modi, durante tutta la vita. La valorizzazione delle radici linguistiche e culturali, lungi dall'essere un elemento di differenziazione divisione e contrapposizione, costituisce fattore di ampliamento delle potenzialità di esprimersi, è un “avere più colori nella tavolozza”, ma anche soprattutto – come le ricerche dimostrano, più capacità di comprendere ed apprezzare le differenze.
 

Alessandra Sila, educatrice del Centro per la Salute del Bambino