Semplicità

Scrive per noi Vincenzo Calia, direttore di Un pediatra per amico (Uppa), bimestrale per i genitori scritto in collaborazione con l’Associazione Culturale Pediatri.

La scena è un affollato mercato. La mamma cammina davanti, seguono una bimba di sei o sette anni ed una più piccola (forse di due anni): i passeggini da quelle parti non si usano.
Camminano con i piedi infilati nelle immancabili ciabattine infradito; il percorso si potrebbe definire “accidentato”, ingombro com’è di persone sedute ai lati, sconnesso e polveroso. E infatti la piccolina inciampa, cade e ruzzola per terra.
Si volta prima la sorellina, poi anche la mamma e… tutte e tre scoppiano in una bella risata. La piccolina si rialza e, come se niente fosse, mamma e figlie riprendono il cammino sorridendo.

Ho visto questa scena in Birmania e mi sono immaginato la stessa scena da noi: la bambina caduta avrebbe cominciato a frignare, la sorellina si sarebbe spaventata e la madre sarebbe accorsa, con la faccia preoccupata, cercando di scoprire se la figlia si era ferita. Magari sarebbe persino andata all’ospedale (ho visto precipitarsi in studio mamme spaventate con al seguito figli che si erano soltanto graffiati un ginocchio o pestati un dito mentre giocavano). Noi che abbiamo tutto (o quasi tutto) abbiamo sempre una gran paura e tutto ci sembra complicato e pericoloso.
In questi paesi dove non hanno niente (o quasi niente) fiorisce il sorriso sul volto della gente.
Nessuno, credo, riuscirà mai a scoprire esattamente il perché di questa differenza. Io credo, comunque, che una delle loro risorse sia la semplicità.

I bambini ne avrebbero bisogno di semplicità!