La torta... di pannolini

Scrive per noi Vincenzo Calia, direttore di Un pediatra per amico (Uppa), bimestrale per i genitori scritto in collaborazione con l’Associazione Culturale Pediatri.

Si chiama “diaper cake”: la torta di pannolini. Sì, avete letto bene: anche se l’idea sembra alquanto disgustosa, esiste una torta fatta da pannolini (puliti, naturalmente!). È un’usanza diffusa in America (dove altro potevano inventarsi una cosa del genere?): nell’imminenza di un parto o all’annuncio di una gravidanza si fa una festa e uno dei regali più desiderati è proprio quella che sembra una gigantesca torta, bianca e spumeggiante. Ma invece che di panna, è bianca… di pannolini.

Questa bizzarra idea è forse la più eloquente rappresentazione dell’importanza che i pannolini hanno assunto nella gestione dei nostri figli. Mentre una volta, quando i pannolini erano di stoffa e bisognava lavarli ogni giorno, ci si sbrigava a comprare il vasino ed era normale che un bambino di un anno o poco più se ne servisse tranquillamente, oggi, nell’era dell’usa e getta, ci sono bambini che arrivano a tre anni e ancora non sanno cosa sia.

«Non sono pronti», si dice in giro.

Ma perché i bambini che oggi hanno due o tre non dovrebbero essere pronti a fare una cosa che, da che mondo è mondo, i bambini hanno sempre imparato a fare fin da piccoli? Forse è cambiata la natura umana? Si è involuto il sistema che controlla gli sfinteri? Oppure, viceversa, sono i genitori che si spaventavano davanti a qualunque, anche minimo, impegno?

E così non c’è più il genitore che prenda l’iniziativa di insegnare qualcosa di nuovo al proprio bambino (non si sa mai, potrebbe rimanere “traumatizzato”), ma bisogna aspettare che sia il bambino stesso a prenderla. Possibilmente d’estate, quando è caldo (già, chissà come faranno in Lapponia o in Siberia dove caldo non è mai!).

Senza pensare che andare in giro portando con sé le proprie feci e la propria urina non può che mortificare l’autostima di chiunque, grande o piccino, abbia un minimo di consapevolezza.

Il vantaggio allora non è per i nostri figli, ma per chi fabbrica e vende pannolini che ormai, fra maxi pannolini per bambini, assorbenti per adulti e pannoloni per anziani, punta ad un solo obiettivo: un pannolino per ogni età, dalla culla alla tomba.