Tremotino

La storia di Rumpelstilzchen appartiene alla tradizione tedesca, ma ne esiste una versione per ogni paese del mondo. Questa dei Fratelli Grimm, pubblicata per la prima volta nel 1812 nelle Fiabe del focolare, è la versione riscritta da Anna Peiretti. Con illustrazioni di Silvia Forzani. 

 

C'era una volta un povero mugnaio, che aveva una bella figlia che sapeva filare l'oro dalla paglia, così la portò dal re.

 

Il re la portò in una stanza piena di paglia, le diede il filatoio e l'aspo e disse: − Se all'alba non avrai filato tutta la paglia in oro, morirai.

Quando il re se ne andò, la figlia del mugnaio cominciò a piangere dalla paura. Mentre pensava che non sarebbe mai riuscita a filare quella paglia in oro, entrò nella stanza un omino: − Buona sera, perché piangi tanto?

­−  Devo filare l'oro dalla paglia e non sono capace!

Disse l'omino:  − Che cosa mi dai, se te la filo io?

­− La mia collana − rispose lei.

L'omino prese la collana e cominciò a filare: frr, frr, frr. Filò fino al mattino: frr, frr, frr.

Quando venne il re, tutta la paglia era filata e tutti i fusi erano pieni d'oro. Il re fu soddisfatto, così portò la figlia del mugnaio in una stanza molto più grande, tutta piena di paglia. Le disse: − Se all'alba non avrai filato tutta la paglia in oro, morirai.

Sola, la fanciulla cominciò a piangere, ma entrò l’omino: − Che cosa mi dai, se te la filo io?

− L'anello che ho al dito − rispose la giovane.

L'omino prese la collana e cominciò a filare: frr, frr, frr.

Il re fu molto soddisfatto di vedere tutti i fusi pieni d’oro, così portò la figlia del mugnaio in una stanza ancora più grande, tutta piena di paglia. Le disse: − Se all'alba avrai filato tutta la paglia in oro, sarai mia sposa.

 

Entrò l'omino: − Che cosa mi dai, se te la filo io?

− Non ho più nulla – disse lei.

− Quando sarai regina, mi darai il tuo primo bambino. Me lo prometti?

La figlia del mugnaio promise. Venne il re e trovò tutta la paglia filata in oro, così sposò la figlia del mugnaio.

Dopo un anno la regina ebbe un bambino. Era sera, quando venne l’omino a reclamare ciò che gli era stato promesso. La regina incominciò a piangere disperata, allora l'omino s'impietosì: − Ti lascio tre giorni di tempo: se riesci a scoprire come mi chiamo, potrai tenere il bambino.

La regina passò la notte ricordando tutti i nomi che mai avesse udito, inviò un messo nelle sue terre a domandare in lungo e in largo che altri nomi si potevano trovare.

L’omino venne per tre giorni di seguito, e la regina cominciò tutta una lunga sfilza di nomi, ma ogni volta l'omino diceva: − Non mi chiamo così.

Provò anche i più strani: Latte di gallina, Coscia di montone, Osso di balena.

− No, non mi chiamo così.

Il terzo giorno tornò il messo e raccontò di essere arrivato ad una casetta nel bosco, lì intorno al fuoco ballava un omino buffo, che gridava:
Oggi fo il pane,
la birra domani, e il meglio per me
è aver posdomani il figlio del re.
Nessun lo sa, e questo è il sopraffino,
ch'io porto il nome di Tremotino!

La regina sorrise. Quando venne l'omino gli disse: − Ti chiami Corrado?

− No, non mi chiamo così.

− Ti chiami Enrico?

− No.

− Ti chiami forse Tremotino?
− Te l'ha detto il diavolo, te l'ha detto il diavolo! − gridò l'omino.

Per la rabbia pestò in terra il piede destro con tanta forza, che sprofondò giù fino alla cintola.

Disegni da colorare: 
Tremotino
Tremotino
Tremotino