Vita dell'artista Alighiero Boetti

"Così mi sono reso conto che noi abbiamo un enorme potere in mano, che è quello di inventare il mondo, mettere al mondo il mondo" Alighiero Boetti

Nato a Torino negli anni quaranta, Boetti ha avuto una formazione artistica dettata da una grande curiosià per il mondo culturale francese prima e per le avanguardie italiane poi. Tornato infatti nella sua città natale dopo un periodo parigino, Boetti realizzerà con i materiali e gli scarti industriali opere tridimensionali basate sulla tautologia.

La sua arte concettuale verrà apprezzata dal critico d'arte Germano Celant, che lo inserirà nel genere denominato Arte Povera: un gruppo formato da altri grandissimi artisti in cui materiali poveri e spesso di scarto diventeranno opere d'arte vive ed estremamente coinvolgenti per il pubblico.

Per tutta la vita Boetti ha esplorato il rapporto dell'uomo con la materia e lo spirito, la forma e il linguaggio, il nostro essere unici ma sempre portati al doppio: la cellula che si divide, lo specchio che raddoppia, l'amore della natura per la simmetria, il nostro corpo fatto di due emisferi, due occhi, due braccia, due gambe...

 

 "Il doppio è in ognuno" diceva l'artista, rappresentandosi mentre teneva per mano...se stesso! Da quel giorno si firmò "Alighiero e Boetti", proprio come se fosse due persone diverse.

 

Egli amava la capacità dell'essere umano di inventare mondi attraverso l'arte, la musica, la matematica, la filosofia: proprio un doppio del mondo costruito attraverso segni, suoni e colori.

"Avevano ragione gli Etruschi a fare le foglie blu: dipingere una foglia blu è un atto di invenzione del mondo".

ALTRE OPERE

 

 Quello che non succede in mille anni succederà in un attimo, 1988

 

 

 

Aerei, 1989