Vita dell'artista: Wassily Kandinsky

L'artista deve fissare gli occhi sulla sua vita interiore, tendere l'orecchio alla necessità interiore    W. Kandinsky

Kandinsky proveniva da un'agiata famiglia borghese e aveva studiato legge, ma amava la musica che aveva approfondito studiando pianoforte e violoncello. La sua passione per il mondo della musica, che riteneva il più ricco insegnamento, ritorna nei suoi studi sull'arte visiva: rivoluzionerà l'arte del Novecento liberando l'artista dall'obbligo di copiare la realtà. La musica è pura espressione di esigenze interiori: è astratta, non imita i suoni della realtà. Lo stesso può fare la pittura, abbandonando l'imitazione per esprimere la vita psichica e spirituale dell'autore..

I colori hanno vita autonoma, un carattere, e sta a noi saperli percepire. Per Kandinsky il colore crea una vibrazione spirituale nell'uomo e ne raggiunge l'anima: "Il colore è un tasto, l'occhio il martelletto, l'anima lo strumento dalle mille corde" scriveva paragonando questo rapporto al pianoforte. "L'artista è la mano che, toccando questo o quel tasto, fa vibrare l'anima".

Kandinsky scriverà Lo spirituale nell'arte, libro che rivoluzionerà il modo di avvicinarsi alla pittura anche tra i suoi allievi della famosissima scuola tedesca Bauhaus di Weimar, in Germania, dove si distinguerà come uno degli insegnanti più straordinari.

Mano di Kandinsky mentre crea una composizione astratta, 1926

Ammasso regolato, 1938, olio su tela, 116x89

Su bianco II, 1923, olio su tela, 105x98