Vuoi giocare con il Menhir?

Il menhir rivela la percezione che l’uomo primitivo aveva di sé, del corpo; non appare molto simile a quella del bambino? I giochi di percezione corporea sono molto importanti nella sviluppo del bambino.

«É la stessa esperienza corporea a definire il concetto di psicomotricità: un corpo che conosce e si conosce, un corpo che si esprime e comunica con l’ambiente. La “globalità” dell’esperienza psicomotoria durante le prime tappe dello sviluppo esprime l’unione inscindibile tra il movimento, il pensiero e la vita affettiva per i quali l’unico luogo possibile è il proprio corpo.
Il corpo diventa dunque la via attraverso cui vengono sollecitate ed impartite le informazioni che il soggetto è stimolato a sentire, elaborare e trasformare in idee, esperienze e vissuti.
Tenendo conto che l'attività psicomotoria si caratterizza in modo specifico ad ogni esperienza, si possono distinguere rituali, regole e tempi definiti:
•    un momento iniziale (si tratta di un vero e proprio rito iniziale) in cui viene presentato ai bambini, raccolti in cerchio, il materiale a disposizione e ricordate le regole del gioco di movimento (legate soprattutto al rispetto degli altri, di se stessi e del luogo).
•    I bambini scelgono il materiale a disposizione per giochi di tipo senso - motorio e simbolico. I movimenti compiuti, le posture, i ritmi adottati, il tono muscolare, raccontano di emozioni, blocchi, frustrazioni, inibizioni. Nell’esperienza di psicomotricità l’obiettivo è stimolare il bambino ad agire e provare piacere nel far ciò che gli interessa.
•    Un momento finale di dialogo su quanto avvenuto durante il gioco, di rappresentazione grafica e manipolativa, al fine di tradurre la propria emotività in linguaggi diversi e più accessibili (spazio della costruzione e della presa di distanza dal vissuto emozionale).

Giochi corporei per l’esperienza psicomotoria:

  • Le belle statuine e altri giochi di controllo del corpo (L’orologio di Milano, per esempio);
  • il gioco dello scultore (a coppie, un bambino mette “in posa” l’altro bambino, che resterà fermo, poi ci si alterna nel ruolo di sculture);
  • io gioco dello scultore ad occhi chiusi;
  • assumere le posizioni di persone viste in immagini fotografiche ritagliate dai giornali;
  • tiro alla fune;
  • il fazzoletto (con un fazzoletto un bambino copre una parte del corpo, mentre gli altri bambini la nomineranno);
  • imitazione di semplici azioni (tirare, martellare, mescolare…);
  • imitazione di sequenze di gesti;
  • la calamita (i bambini si muovono nello spazio a coppie, restando sempre attaccati con una parte del corpo);
  • giochi tradizionali di orientamento spaziale (esempio LUPO E CAPRETTA, CHE BEL CASTELLO, PEPPINO DI MAIORCA, IL LUPO MANGIAFRUTTA, REGINA REGINELLA).»

Da IL FILO DELLA GIOSTRA, CORPO E IDENTITA’. VOLUME 4 (Piccoli-Ave, 2010)