Vuoi saperne di più dei burattini?

Ritroviamo burattini e marionette fin dall’antichità, ben prima della nascita del teatro d’attore. La loro origine e funzione è religiosa e vengono impiegati, all’interno dei templi per raccontare i miti. In questo caso le marionette rappresentavano dei, semidei e uomini. I reperti più antichi che finora si conoscono risalgono all’VIII e al VII secolo a.C. e sono stati ritrovati in Grecia.
La necessità di avere sottomano oggetti che confermino la fede fa sì che le statue delle divinità diventino marionette, con fili e articolazioni per rendere sensibile e visibile il processo di fede. Il Dio abita la statua e la muove. Spesso queste figure sono utilizzate nei riti di fertilità.
Erodoto ci testimonia quest’uso in Egitto. Soprattutto delle straordinarie statue di Dedalo, così somiglianti agli esseri viventi si può, per loro, a ragione parlare di antenate delle marionette.
Il marionettista, già al tempo di Senofonte, che cita lo spettacolo delle marionette nel suo Simposio, è una professione a tutti gli effetti. La letteratura greca e romana conservano citazioni che si riferiscono unicamente a statue o statuette mosse da fili, quindi arcaiche marionette, spesso articolate non solo nelle braccia, ma anche nelle gambe, nel collo, negli occhi e addirittura nelle dita. E’ certo che Platone conoscesse il teatro dei burattini e si può presumere che questa forma di spettacolo fosse allora diffusa e conosciuta. Sul sito del Museo continua la storia…

Il Museo presenta schede biografiche, il corpo centrale del catalogo del Castello dei Burattini - Museo Giordano Ferrari. Ciascuna scheda è stata compilata integrando le notizie provenienti dai libri indicati in bibliografia, dai documenti che formano l’Archivio Cartaceo del museo e, quando è stato possibile, da ricerche effettuate presso gli uffici anagrafici di svariati comuni italiani nonché da colloqui avuti con burattinai e marionettisti o persone loro vicine. Sono presentate compagnie testimoniate nella collezione di Giordano Ferrari sia grazie a burattini e marionette, sia a documenti cartacei come copioni, lettere e volantini, indicati nella al termine della scheda, subito dopo le notizie biografiche. È un’archivio molto interessante.