Vuoi saperne di più dei cuchi?

GianFranco Valente è un appassionato di cuchi, per definizione si tratta di strumenti popolari a fiato. Il museo nasce nel 1987. Il primo cuco nacque quando l’uomo pensò di dare vita , con il suo soffio, ad un uccellino d’argilla. Inventati per imitare gli uccelli, per rappresentare con il loro lieve soffio lo spirito della vita, o per allontanare gli spiriti cattivi, per segnare il trapasso dalla vita, alla morte, come oggetto scaramantico, o come difesa usata dai contadini contro i predatori di coltivazioni, fino a diventare gioco dei bambini, o pegno amoroso, sono oggi assunti alle più vive rappresentazioni di espressioni artistica e di costume. Una lunga storia quindi, con segni che risalgono all'età preistorica, all'età del bronzo, ai fasti della Grecia e così nei secoli sino a noi, con documenti rari, data la fragilità della loro materia ed alla loro funzione di gioco per bambini. È un fischietto fatto con la terracotta, cotto nel fuoco e poi dipinto; è tutto fatto a mano. Perché un cuco possa suonare deve avere la cassa di risonanza, perciò dentro è vuoto. Chissà se davvero il cuco è un portafortuna!

L'interesse per i cuchi prende consistenza alla fine dell'ottocento ed all'inizio di questo secolo, accentuato soprattutto in questi ultimi vent'anni. Ed è proprio nelle sagre e nelle fiere che arrivano i cucari, per allestire banchetti dei cuchi alternati ai dolciumi di fattura casalinga. È un fischietto fatto con la terracotta, cotto nel fuoco e poi dipinto; è tutto fatto a mano. Perché un cuco possa suonare deve avere la cassa di risonanza, perciò dentro è vuoto. Chissà se davvero il cuco è un portafortuna!
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