Vuoi saperne di più di questa straordinaria raccolta di figurine?

Il Museo della Figurina, inaugurato nel 2006, è nato dalla appassionata opera collezionistica di Giuseppe Panini, fondatore, nel 1961, dell’omonima azienda assieme ai fratelli. Nel corso degli anni egli ha raccolto centinaia di migliaia di piccole stampe a colori che nel tempo sono andate a costituire questa straordinaria collezione diventata museo all’interno dell’azienda nel 1986. Nel 1992 Giuseppe Panini e l’azienda stessa decidono di donare il Museo al Comune di Modena.
ore dei ragazzi.
«Fu nel 1961 che Giuseppe Panini, semplice distributore modenese di giornali, ebbe la geniale intuizione: distribuire gratuitamente davanti alle scuole di tutta Italia un album di calciatori famosi e poi mettere in vendita nelle edicole le figurine a lire 10 a bustina. In ogni bustina c’erano solo due figurine che i ragazzi accorrevano a comprare. C’era il problema dei doppioni che i ragazzi risolsero brillantemente con gli scambi e i giochi. É noto il “Ce l’ho, ce l’ho, mi manca”, specie di cantilena con cui si scambiavano a scuola le figurine con una rapidità straordinaria nei pochi minuti di intervallo o nei momenti di distrazione della maestra.
Gli anni passarono veloci. Oltre a quello dei calciatori, Panini fece altri album: nel 1965 “Aerei e Missili” e “Animali di tutto il mondo”, ci furono poi le figurine di Sandokan e la serie, bellissima, della pubblicità della Coca Cola. La Panini divenne una multinazionale, vendeva e vende ancora ogni anno miliardi e miliardi di figurine in tutto il mondo.
Ma il geniale modenese, curioso e mai contento di sé, cominciò a fare collezione di… figurine sì, ma di quelle antiche. Così, se durante la settimana era impegnato nell’azienda (inventò perfino una macchina, la Fifimatic, imbustatrice automatica delle figurine), il sabato e la domenica girava per i mercatini di tutta Italia oppure volava ai mercati di Londra e di Parigi. In poco tempo comprò e collezionò così tante figurine e altre piccole immagini dell’Ottocento o del primo Novecento, da fondarci in seguito un museo, il famoso “Museo della Figurina e della piccola immagine”, oggi donato al Comune di Modena e visitato ogni anno da migliaia di ragazzi e di scolaresche.
Giuseppe Panini, lo ricordo ancora, era uomo pacifico e sereno. Mi ha raccontato le storie più meravigliose delle figurine, da quella del Feroce Saladino ai suoi straordinari acquisti.
E a questo proposito mi ricordo l’acquisto di una cassapanca, tutta ricoperta con figurine incollate. Il rigattiere l’aveva portata a un mercato e il furbo Giuseppe Panini finse di essere interessato non alle figurine incollate sopra, ma alla cassapanca soltanto. “Mi piacerebbe questa cassapanca” disse al rigattiere “Ma ci sono tutte queste cartacce incollate sopra”. “Gliele faccio staccare io”disse il rigattiere, desideroso di vendere. “Lasci stare” ribatté Panini “Mi faccia uno sconto sul prezzo e le figurine me le stacco da solo”. Naturalmente quella cassapanca è uno dei pezzi più originali e di maggior valore del “Museo della Figurina”. Il simpaticissimo Panini è scomparso il 18 ottobre 1996 all’età di 71 anni» (Ermanno Detti).

La raccolta del Museo riunisce accanto alle figurine propriamente dette, materiali affini per tecnica e funzione: piccole stampe antiche, scatole di fiammiferi, bolli chiudilettera, carta moneta, menu, album pubblicati dalle ditte per raccogliere le serie o creati per passatempo dai collezionisti seguendo solamente il proprio gusto estetico e la propria fantasia e molti altri materiali ancora.
Il museo raccoglie l’antenato della figurina: l’incisione. Quella della Giostra risale al 1903, viene dalla Francia.  Era una piccola stampa a colori recanti un messaggio pubblicitario: l’inventore fu Aristide Boucicaut del Bon Marché, il primo centro commerciale della storia.
Ebbe l’idea, e anche in questo fu il primo, di distribuire le figurine ai bambini all’uscita del suo grande magazzino, promettendo loro di regalarne un’altra se fossero tornati la settimana successiva. I clienti erano così invogliati a tornare.  Queste prime figurine avevano come soggetti i giochi infantili, le fiabe, le uniformi, animali e fiori. Anche in Italia, presto, si diffusero le figurine…. In Italia Liebig diede un contributo fondamentale alla diffusione delle figurine. Con il tempo la figurina si liberò dal legame con un prodotto; dopo la guerra ebbero molto successo le famose figurine dei calciatori.