Toccare con la mano

La nascita di Gesù è avvolta nel silenzio di una notte stellata, tra i pascoli della città di Betlemme. I pastori sono ancora lontani; gli angeli non hanno ancora cantato la gioia. È bello immaginare che in questo momento i gesti comunicano in maniera profonda; accade ogni volta che ammiriamo un bambino appena nato. Mancano le parole; tutto è silenzio e commozione. Maria abbraccia il bambino, lo accarezza con delicatezza. Giuseppe posa la mano sul suo capo. Aiutiamo i bambini ad immaginare i gesti di una mamma ed un papà davanti al loro bambino. Ricordiamo quali sono questi gesti, di cui abbiamo esperienza.

Il racconto del Natale

Maria e Giuseppe erano arrivati a Betlemme, dopo un lungo viaggio. Mentre si trovavano in quel posto, per Maria arrivò il giorno del parto. Diede alla luce il suo primo figlio, lo avvolse in fasce e lo pose a dormire in una mangiatoia. Maria accarezzava Gesù, Giuseppe aveva per lui uno sguardo pieno d’amore. I pastori che dormivano all’aperto per vegliare il gregge, ricevettero la visita di un angelo. «Vi annuncio una grande gioia: oggi è nato per voi un bambino. Lo troverete avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». I pastori andarono a far visita al bambino Gesù, portando molti doni. Molti gli portarono carezze e parole buone.

Invitiamo i bambini a conversare a partire dagli spunti della rubrica:

  • Chi accarezzi? Che cosa provi?
  • Accarezzare è parlare silenziosamente. Sei d’accordo?
  • L’amore prende forma di carezza. Che cosa vuol dire?

I gesti aiutano il bambino ad interiorizzare il significato di una carezza.