CON LE MANI, GESTI E SUONI

 

L’iniziale ebraica del nome di Dio YHWH, la lettera yod, è vicinissima al vocabolo yad, che vuol dire mano. La mano esprime potenza, attività, azione. Del resto la parola mano è una delle più ricorrenti dell’Antico Testamento. Credere che Dio ha mani vuole dire che agisce con stile identificabile. È un’espressione che usiamo spesso per gli artisti: “la mano di Caravaggio”, “la mano di Picasso”.

Per un bambino le mani rappresentano strumenti straordinari per conoscere il mondo e gli altri.

La mano porta compimento ciò che la testa pensa e il cuore desidera. L’uomo, come del resto anche Dio, entrano in contatto con il mondo attraverso le mani. Jousse aveva teorizzato la mimo-pedagogia, addirittura!

È interessante anche pensare che alcune tra le grandi azioni umane sono espresse attraverso la presa: «Il lessico è significativo: com-prendere, ap-prendere, intra-prendere, sor-prendere. In tedesco vocaboli come handlung, azione, e handeln, agire, derivano da hand, mano. Il tatto, a differenza degli altri sensi, è sempre acceso non può essere ingannato. È il senso che certifica inequivocabilmente la realtà di una cosa» (Pagazzi).

Marcel Jousse, ideatore della mimo-pedagogia affermava che “la voce, questo gesto laringo-boccale, non è che l’efflorescenza del gesto corporeo-manuale e non potrebbe ‘semanticamente’ farne a meno”. Intendeva dimostrare che parole e movimenti del corpo appartengono alla medesima sorgente: le une hanno continuamente bisogno degli altri.

Jousse lavorò molto sull’idea di “rigioco con tutto il corpo”: “Una cosa allora mi ha molto colpito, vedere i bambini giocare a tutto. Ho ancora nei miei muscoli tutti quei giochi infantili. Questo problema mi ossessionava, perché i bambini giocano a tutto ciò che hanno ricevuto dall’ambiente familiare con un successo così sorprendente? Ho visto solo questo: bambini che tentano di sfuggire a tutte le nostre costrizioni per giocare a tutte le cose” (in Jousse, La sapienza analfabeta del bambino, LEF).

CON LE MANI è la nuova rubrica de La Giostra. Abbiamo cercato nella Bibbia racconti e preghiere in cui le mani hanno un ruolo importante e, attraverso di esse, conosciamo qualcosa di importante non solo dell’uomo, ma anche di Dio.

Nella vita facciamo esperienza delle mani, sotto una varietà di sfumature di significati diversi. L’immagine fotografica aiuterà il bambino a rintracciare nella sua vita un’esperienza, e a associarne i significati.

 

GESTI E MUSICA per concludere. Il bambino ha occasione di ri-dirsi i significati scoperti in maniera spontanea, quindi interiorizzarli, attraverso i movimenti del corpo e il semplice ritmo della musica. Un audio accompagna l’attività: il bambino sentendo la musica muove le mani (la pagina di Giostra offre spunti, ma non vincola nessun gesto). Insieme ad un adulto, può associare anche le parole al ritmo.

 

Perché non ti muovi?

Coraggio non trovi?

Ti tendo la mano.

Andiamo lontano.