Papà, mi leggi una storia?

Anna, le storie dei pirati, il papà che è sempre in ritardo… Luigi Dal Cin racconta una giornata semplice, come quella di molti genitori.

Quella mattina, appena sveglia, Anna si alzò di corsa, afferrò il libro che teneva sul comodino e si precipitò fuori dalla camera.
− Firulì, firulà − fischiettava già il papà dal bagno, mentre si spalmava in faccia la spumosa schiuma bianca scivolosa. Faceva così ogni mattina, per poi radersi col rasoio.
Dallo specchio vide Anna comparire sulla porta: agitava in alto il suo libro.
− Papà, mi leggi una storia di pirati? − gli chiese.
− Più tardi, tesoro – rispose il papà voltandosi verso di lei – Ora non posso, vedi? Mi sto facendo la barba!
− Uffa − sbuffò Anna e, trascinando i piedi, ritornò in camera dove la mamma l’avrebbe aiutata a vestirsi.

− Anna, vieni! La colazione è pronta! − la chiamò il papà.
Anna si asciugò in fretta la faccia, afferrò il libro che ora portava sempre con sé, e si precipitò fuori dal bagno.
‘Split, splat’ faceva il coltello di papà mentre spalmava la marmellata di mirtillo sulle fette di pane.
Anna appoggiò il suo libro proprio davanti alla tazza di caffè fumante di papà.
− Mi leggi una storia di pirati? − gli chiese.
− Più tardi, tesoro – rispose il papà afferrando la tazza – Ora non posso, vedi? Devo correre al lavoro!
− Uffa − sbuffò Anna e, abbassando lo sguardo, diede un morso a una fetta di pane con la marmellata.

Verso sera il papà rientrò in casa dal lavoro.
Appoggiò le chiavi sulla mensola ‘clink, clank’, diede un bacio alla mamma e fece per darne uno anche ad Anna, che lo aspettava tenendo le mani dietro la schiena.
Subito Anna mostrò il suo libro sui pirati e lo schierò giusto davanti alla faccia di papà che nel frattempo si era chinato per darle un bacio.
− Papà, mi leggi una storia di pirati? − gli chiese Anna.
− Più tardi, tesoro – rispose il papà che, per sbaglio, aveva appena baciato la copertina del libro – Ora non posso, vedi? Devo aiutare mamma a preparare una buona cenetta...
− Uffa − sbuffò Anna e, trascinando i piedi, andò a prendere la tovaglia per apparecchiare la tavola.
− Però – aggiunse poi il papà – finita la cena, quando sarai pronta per andare a letto, chiamami: e io verrò a leggerti una storia di pirati.
Anna sorrise radiosa.

− Sono pronta! − urlò Anna dalla sua camera.
Il papà arrivò, si sedette sulla poltrona accanto al letto e prese il libro che Anna gli porgeva soddisfatta.
Iniziò così a leggere a voce alta una storia di pirati.
Era davvero molto avvincente: tutte quelle avventure, i viaggi per mare, gli arrembaggi, i tesori nascosti nelle isole sperdute... ma Anna era così stanca per aver inseguito suo papà tutto il giorno, che si era già addormentata.
Il papà, invece, rimase sveglio tutta la notte per terminare quelle appassionanti storie di pirati.

Ora Anna ha già l’età per andare a scuola, e le storie le sa leggere benissimo da sé.
Anche alla sera, prima di dormire.
Al punto che, adesso, il suo papà non si addormenta mai se prima Anna non gli ha letto una storia.
Una nuova storia di pirati.