Vuoi saperne di più sulla scarpina cinese?

Questa scarpina lunga nove centimetri testimonia l'usanza cinese, ormai abolita ufficialmente nel 1911, di fasciare i piedi alle bambine per far restare loro il piede piccolo. Questo trattamento era molto doloroso, e comportava conseguenze spiacevoli: la donna camminava a fatica, aveva poco equilibrio ed era costretta a vivere con un dolore costante, causato dalle fasciature strette che doveva portare per tutta la vita.
Questa usanza ci rivela molte cose sul ruolo della donna nel mondo cinese.
Pare che il piede piccolo esercitasse un grande fascino sull'uomo. La donna era apprezzata dunque principlamente per la sua bellezza, anche se questa le costava un grande dolore. Il piede piccolo infatti era il segno di bellezza più importante ed era la condizione base per potersi assicurare un buon matrimonio.
Inoltre indossare queste scarpine significava non potersi muovere liberamente; la donna era costretta a stare in casa dove poteva essere controllata. Il suo ruolo era dunque limitato all'ambiente domestico dove aveva il dovere di compiacere il marito e generare figli, possibilmente maschi. Pare che l'origine dell'usanza di fasciare i piedi alle bambine risalga alla dinastia Tang (618-906 d.C.).
In un primo tempo questo uso si sarebbe diffuso tra le classi aristocratiche per passare poi anche negli strati medi e bassi della società.
La crudeltà del trattamento avrebbe indotto il governo ad emettere due decreti di proibizione, precisamente nel 1902 e nel 1911.
Di fatto però l'abitudine a questo uso si sarebbe protratta ancora nel tempo, tanto da indurre il governo cinese a istituire degli ispettori incaricati di multare le famiglie che ancora praticavano questo trattamento.

Visita il museo: www.pimemilano.com