Arte, roba da bambini?

Seguiamo «La Giostra» da anni, avendo abbonato i nostri cinque nipoti. Ci colpisce molta la rubrica dell’arte e siamo stupiti che affronti artisti contemporanei di cui io e mio marito siamo appassionati. Ci è sempre sembrata un po’ difficile per i bambini. Come possiamo fare per infondere in loro la nostra passione per l’arte, anche se sono ancora tanto piccoli? Maria Traverso (Genova)

Risponde Viviana Ranzato, docente e autrice della rubrica A COME ARTE per molti anni, collaboratrice de «La Giostra»

Che bella la tua riflessione, scritta da una nonna che desidera testimoniare una passione ai propri nipoti. La conoscenza dell’arte da parte dei bambini avviene sempre in forma di sorpresa; solo dopo sentono il desiderio di creare relazioni nuove tra la cose, di vedere la realtà con occhi diversi, di dare colore a quello che solo apparentemente non ne ha…

Quindi l’arte non è affatto “roba da grandi”, semmai è proprio “roba da piccoli”!

La potenzialità creativa e la fantasia, ancora prive di schemi e condizionamenti, permettono al bambino di vedere e interpretare il linguaggio artistico senza pregiudizi. Portateli a visitare una mostra, o una galleria. Il bambino ha un modo tutto suo di osservare l’opera; il suo primo impulso è quello di toccarla (quando possibile), poi di filtrarla attraverso le emozioni. Di fronte all’opera d’arte, anche antica, il bambino mette in atto procedimenti fantastici, che sono uno straordinario allenamento all’immaginazione e alla creatività.

La presenza dell’arte ne «La Giostra» non ha solo lo scopo di conoscenza e di scoperta dell’arte, ma è un’occasione che si vuole offrire al bambino per vedere con occhi nuovi la realtà, per giocare con la fantasia, per scrollarsi di dosso i troppi stereotipi visivi… Di sicuro può meravigliarsi della prima opera d’arte che è la natura, perfetta e armonica in forme e colori.

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