Dolce sonno

Una mamma mi scrive: «Salve, vorrei acquistare un materasso per ciascuno dei miei figli di uno e quattro anni, ma non so quale sia il materiale migliore per loro. Grazie mille».

Un dubbio più che legittimo, dovendo acquistare un oggetto che sarà usato ogni giorno per anni. La cosa strana è che questa domanda sia stata fatta ad un pediatra, attraverso una rubrica online di consulenza su problemi di salute. Nonostante quello che afferma una certa pubblicità, non c’è alcuna “evidenza scientifica” che i materassi su cui dormiamo abbiano un’influenza positiva o negativa sul nostro stato di salute. Perciò perché chiedere consigli a un medico su quale materasso comprare?

Lì per lì sono rimasto interdetto, e mi sono chiesto cosa avrei potuto rispondere a questa mamma. Poi, pensandoci meglio, mi sono venuti in mente molti altri esempi di prodotti in commercio che vantano effetti benefici sulla salute, senza che di questo ci sia alcuna prova.

Vi ricordate quelle scarpe alte, rigide e invariabilmente di colore blu che anni fa si vendevano (a caro prezzo) per “insegnare a camminare” ai bambini piccoli? Be’, per fortuna non si vedono più in giro, ma all’epoca le ditte che le producevano sostenevano che fossero indispensabili per un corretto sviluppo della deambulazione. Poi si è scoperto che questa era una bufala. Di queste bufale ne circolano ancora tante. Due esempi: gli “integratori”, di cui molti fanno incetta, illudendosi di ricavarne chissà quali benefici per la salute e gli alimenti “senza” (senza glutine, senza lattosio, senza olio di palma, senza latte etc.). Anche in questi casi mancano del tutto le prove scientifiche degli effetti benefici sulla salute di questi prodotti. Nonostante ciò non sono pochi i medici che incoraggiano questa moda.

Sarebbe meglio se la medicina fosse un po’ più sobria, evitasse di avventurarsi su questo terreno scivoloso e, resistendo alle sirene del marketing, facesse qualche volta un passo indietro. Ne guadagnerebbe la sua credibilità, che oggi troppo spesso viene messa in dubbio.

Vincenzo Calia, pediatra e già direttore della rivista Uppa

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