Un mondo impossibile

«Ho una bimba che a dicembre compirà sei anni. Per due anni consecutivi le ho fatto una cura preventiva di tre mesi perché ha la gola sempre a rischio e prende spesso tosse e febbre. Quest'anno la rifaccio questa cura preventiva, oppure fa male?» Luciana Raimondi, Milano

A questa domanda risponde il dott. Vincenzo Calia, pediatra di grande esperienza è già direttore della rivista Uppa.

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Le “cure preventive” contro i semplici mali di stagione dei bambini piccoli sono molto diffuse, anche se sappiamo che la loro efficacia è discutibile e, soprattutto, che quei mali di stagione (mal di gola, tosse e febbre) sono un buon allenamento per il sistema immunitario e contribuiscono ad un suo sano sviluppo.

Il problema è che ma mal di gola, tosse e febbre sembrano ormai insopportabili.

Una coppia di genitori ha deciso di svezzare il proprio bambino seguendo la dieta vegetariana, che loro stessi seguono da anni. Poi però, impauriti dalla loro scelta, lo hanno portato da un famoso pediatra nutrizionista che si è sbizzarrito a prescrivergli periodici e sostanziosi prelievi di sangue, con monitoraggio di una lunga serie di “valori”.

E così quella che nelle intenzioni era una scelta “naturale” e ambientalista finisce per trasformare l’”allevamento” di un bambino in una specie di lunga malattia, da tenere sotto il controllo del laboratorio di analisi, mentre molte centinaia di milioni di esseri umani vivono in salute seguendo una dieta spontaneamente vegetariana, in condizioni economiche e sociali molto meno favorevoli delle nostre.

Che mondo è quello in cui stiamo crescendo i nostri bambini? Un mondo che si allarma per ogni minima malattia, che non tollera che un bambino sia quello che è sempre stato (un moccioso) e che riesce persino a trasformare il mangiare in una (possibile) malattia…