La GINNASTICA DELL'ANIMA è un bell'esercizio per imparare ad essere consapevoli di ciò che accade nel nostro corpo quando plasma certi gesti, per sentirne l'emozione e darle voce.
Così, in modo semplice, si conquistano con piccoli gesti i grandi significati, perchè vi sono cose che, prima di essere conosciute come "spirituali", sono sentite nel corpo come profondamente umane.

Ogni versetto selezionato fra i testi dei salmi presenta una semplice azione del corpo; nel corpo infatti, prima che nel linguaggio, i bambini riescono a sentire la presenza dell’Altro.

Prima del linguaggio religioso, che il bambino acquisisce più avanti, e in maniera consapevole più avanti, viene il gesto: è questo il percorso dell’evoluzione umana.

Si tratta di creare uno spazio corporeo - attraverso l’azione fisica - in cui immergersi; ascoltare il proprio respiro. Parlare di Dio, raccontare il mio pensiero di Dio, è sentire con tutti i sensi e in molti sensi.

Il movimento precede sempre la parola.

Nella sua teoria (1967), lo psicologo Pike dimostrò che la lingua è solo una fase dell’attività umana e non dovrebbe essere dissociata dalle altre. Il gesto è AZIONE VISIBILE che ha intento comunicativo; il gesto è dunque la prima forma di comunicazione del bambino, quando non ha ancora sviluppato il linguaggio.

Il movimento è sempre associato alla parola.

Il gesto è una caratteristica consolidata dello sviluppo comunicativo; tutti i bambini usano un comportamento gestuale. La parola e i gesti sono legati l'un l'altro; il fatto che questo legame duri nel tempo (accompagna tutto lo sviluppo del linguaggio) testimonia lo stretto legame tra questi due sistemi.

Il teatro ci insegna che il gesto è un'azione o un moto del corpo che intende significare qualcosa. Il gesto accompagna sempre la parola nella recitazione, ha quindi valore espressivo proprio.

I bambini nelle prime fasi dello sviluppo comunicativo, utilizzano in modo molto evidente le opportunità offerte dalla modalità gestuale a scopi comunicativi. A circa un anno di età esiste una sorta di equi-potenzialità tra la modalità vocale e gestuale, poi progressivamente i bambini usano sempre di più la modalità vocale e i gesti accompagnano gli enunciati vocali allo scopo di rinforzare o completare il significato.

Dunque grazie a questa rubrica volgiamo accompagnare i bambini nella lenta importante consapevolezza del gestuale per la conoscenza; possono conoscere cose di Dio attraverso questa espeirenza prima che abbiano raggiunto la comprensione della parola.

Come leggere la rubrica IL CORPO PARLA ?

Cominciare con il guardare insieme la fotografia, dialogando con il bambino: «Che cosa vedi? Ti piace questa foto? Che cosa prova questo bambino? Anche tu sei così, qualche volta».

L’immagine illustrata a destra evoca il significato del salmo; si legge insieme, si descrive l’illustrazione.

Il bambino può colorare dentro il contorno, nello spazio bianco.

Prova anche tu a stare a terra, come la bambina; che cosa provi? Che cosa succede nel tuo corpo? Raccogliere le frasi e le sensazioni del bambino.

Quindi leggere di nuovo il versetto del salmo, insieme. Più volte, con un tono di voce tranquillo, lentamente.

«Che cosa vuol dire?» si domanda al bambino?

Insieme, vivere la ginnastica dell’anima passo dopo passo. Lo spazio è morbido e accogliente, il corpo si mette in movimento.

 

 

 

 

 

 

Anna Peiretti

Caporedattore de La Giostra dal 2004 è autrice di molti libri per bambini.  Impegnata  nella promozione della lettura per i bambini da zero a sei anni e nell'accessibilità ai testi anni per i bambini con disabilità collabora con le biblioteche e le scuole.